Un tuffo nella Belle Époque: inaugurata a Miramare la mostra su Dudovich

Alle Scuderie del Castello di Miramare l’attesa mostra dedicata al maestro triestino Marcello Dudovich, noto illustratore e cartellonista ma anche pittore, muralista e fotografo.

Foto Aiello

Si è aperta oggi alle Scuderie del Castello di Miramare, con un simbolico taglio del nastro e la presentazione alla stampa, l’attesa mostra dedicata al maestro triestino Marcello Dudovich, noto illustratore e cartellonista ma anche pittore, muralista e fotografo. Proprio su questo non ancora indagato aspetto della sua eclettica attività artistica, cioè sul rapporto tra la fotografia e l’opera finale, si concentra il percorso espositivo, nato da un progetto integrato tra il m.a.x museo di Chiasso (Svizzera) e il Museo storico e il Parco del Castello di Miramare.

La mostra è curata da Roberto Curci e da Nicoletta Ossana Cavadini. A presentare l’esposizione è stata il direttore del Museo di Miramare Andreina Contessa, che ha sottolineato la “bella collaborazione tra due città di frontiera, Trieste e Chiasso, abituate alle congiunture di confine” e ha introdotto il filo rosso della mostra rappresentato dall’interessante approccio di Marcello Dudovich con la fotografia come fonte di espressione e, in particolare, “su un aspetto molto particolare della mostra che è la rappresentazione della figura femminile. Dudovich ritrae donne emancipate, libere, elegantissime, molto moderne per i primi decenni del Novecento anticipatrici ed epigoni dell’oggi”. Un filo rosso dedicato alla fotografia è stato creato anche tra il Castello e le Scuderie attraverso la mostra Focus on “La scienza della visione. Fotografia e strumenti ottici all’epoca di Massimiliano d’Asburgo” sul megaletoscopio dell’arciduca, agli albori della visione fotografica.

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Dopo l’intervento dell’assessore comunale alla cultura Giorgio Rossi, che ha posto l’accento sulla cultura come importante strumento anche per l’attrazione turistica, è toccato ai due curatori dell’esposizione entrare nel dettaglio della mostra. Nicoletta Ossana Cavadini, direttore del m.a.x. museo di Chiasso, ha nuovamente sottolineato il profilo di ricerca legato alla passione per la fotografia che diventa un elemento saliente per comprendere la lunga vita dell’artista, la sua produzione e la sua ispirazione che passa dalla foto, allo schizzo, al bozzetto per poi concludersi nell’opera finita. Al triestino Roberto Curci, uno dei massimi esperti di Dudovich, il merito di aver ricostruito il percorso figurativo tra le foto scattate come materiale propedeutico, serbatoio di idee per il mestiere di grafico pubblicitario e il prodotto finito che poteva essere il manifesto pubblicitario o una rivista.

Il direttore Andreina Contessa, infine, ha anticipato un prossimo evento dedicato ai numerosi prestatori delle opere di Dudovich del quale saranno protagoniste proprio le modelle. In particolare, lo sarà la modella ritratta dal maestro e scelta per la copertina del catalogo, Cristina Luce, che ricorda bene gli anni in cui il prozio la ritrasse. Si tratta della Belle Époque triestina nella quale le donne passeggiavano da sole sulla spiaggia con il cane, prendevano il caffè al bar e si facevano raffigurare da Marcello Dudovich, uno dei riferimenti più importanti nella storia del manifesto nel Novecento.

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