Cronaca

Manifesto leggi razziali, Rossi: "Confronto costruttivo strumentalizzato dalla dirigente"

L'assessore alla Cultura interviene nel dibattito legato alla mostra "Razzismo in cattedra": "L’unico atto ufficiale è la Delibera di Giunta n.151 del 29/3/2018 che ha calendarizzato la mostra nella Sala Veruda dal 13 al 21 settembre. La Sala Veruda è a loro totale disposizione"

"È con estrema amarezza che mi trovo costretto ad intervenire dato che l’evidenza dei fatti mi conferma una posizione preconcetta, strumentale e manipolatoria della vicenda da parte della dirigente del Petrarca Cesira Militello". Ha dichiarato l'assessore alla Cultura Rossi intervenendo nel dibattito sulla mostra “razzismo in cattedra”, organizzato da studentesse e studenti del liceo Petrarca di Trieste in occasione dell'80° anniversario delle leggi razziali.

"Concordo con la dirigente Militello -aggiunge Rossi- che le Istituzioni lavorano per atti quindi le domando se ha mai ricevuto dal Comune di Trieste una comunicazione istituzionale che neghi la possibilità di fare la mostra? Chiedo, inoltre, alla dirigente scolastica se ha mai ricevuto da parte del Comune di Trieste o del mio assessorato una comunicazione istituzionale che vietava il manifesto realizzato dagli studenti del Petrarca? Sono certo che non troverà nulla, non solo perché il Comune di Trieste non ha negato alcuna sala o vietato alcun manifesto, ma perché il sottoscritto proprio nel rapporto di co-organizzazione con il Petrarca ha cercato un confronto costruttivo, sicuramente non censorio come vuol far credere qualcuno, che purtroppo non solo non si è riuscito ad avere con i responsabili, ma che addirittura è stato strumentalizzato da parte della dirigente in maniera preoccupante".

Leggi razziali, manifesto censurato: salta la mostra del Petrarca

"Proprio nell’ottica di co-organizzazione -continua l'assessore- in un mio incontro con la prof. Sabrina Benussi che segue per l’istituto scolastico questo progetto, espressi la preoccupazione che determinati toni ed immagini, in questo preciso complesso momento storico, potessero essere utilizzati da estremisti per infiammare un nuovo scontro sul tema nella nostra città, che è stata straziata e sfregiata dalla promulgazione delle leggi razziali. La mia riflessione era dettata anche da esperienze pregresse su altre vicende che ebbi occasione di esternare alla professoressa. Condivisi questo pensiero chiedendo solo se meritava una riflessione da parte loro. In quel contesto di lavoro non ebbi alcuna risposta, ma insieme ad altre Istituzioni il giorno 5 settembre il Petrarca inviò una mail nella quale era scritto nei contenuti che l’assessore Rossi aveva chiesto la modifica del manifesto già predisposto e si faceva presente a tutti coloro che erano in indirizzo, tra cui il Comune, di comunicare le eventuali modifiche da apportare al manifesto se strettamente necessarie. Rimasi un po’ stupito per come la condivisione di un pensiero fosse diventata nella mail una “richiesta di modifica”, comunque nei fatti il Comune non ebbe nulla da obiettare, ne chiese modifiche al manifesto".

Dietrofront del Comune sul manifesto della mostra "Razzismo in cattedra"

"Alla luce di quanto sta accadendo mi accorgo ora che questa disponibilità del Comune probabilmente rovinava i piani a qualcuno, tanto è che il 10 settembre sia a me che al Sindaco arrivava una comunicazione istituzionale a firma della Dirigente Militello e della direttrice degli Studi Umanistici dell’Università, Vezzosi in cui si comunicava che la mostra curata dal Liceo Pertrarca in collaborazione con altri enti avrà luogo in altra sede ed in altre date. In maniera confusa per me allora, ma molto chiara oggi, nella comunicazione inviata si faceva anche comprendere che questa decisione era stata presa anche perché il Comune non aveva inviato (ciò avvalora solo la nostra piena apertura) alcuna modifica al manifesto come indicato nella mail del Petrarca del 3 settembre…?!"

"È ora evidente, purtroppo, che qualcuno e non certo l’Amministrazione comunale voleva alimentare solo lo sconto, la tensione e la polemica. È un peccato che siano stati strumentalizzati anche gli studenti in questo imbarazzante comportamento".

"Il Comune di Trieste, insieme alla Comunità Ebraica di Trieste e l’UCEI ha organizzato delle celebrazioni ufficiali il 21 settembre, mentre il 18 settembre è anche previsto un momento di raccoglimento insieme al Rabbino non solo per ricordare la gravità di quella promulgazione quindi per condannarla, ma anche per non dimenticare affinchè ciò che è stato non avvenga mai più. Queste polemiche strumentali vogliono rovinare solo questo importante momento di condivisione".

"In conclusione e tornando alle comunicazioni istituzionali formali del Comune relativamente alla mostra del Petrarca, l’unico atto ufficiale è la Delibera di Giunta n.151 del 29/3/2018 che ha calendarizzato la mostra nella Sala Veruda dal 13 al 21 settembre. La Sala Veruda è a loro totale disposizione. È del tutto strumentale, come evidenziano gli atti, che la dirigente del Petrarca richieda un nuovo assenso all’Amministrazione comunale che non ha mai negato nulla. Si muova invece ad inviare agli uffici una comunicazione formale in cui dichiara che la si vuole fare, perché al momento abbiamo solo la comunicazione formale del Petrarca e dell’Università che rinunciano a fare la mostra" conclude.

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