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La Casa delle Culture non è abusiva: spunta la delibera della Giunta Cosolini due giorni prima delle Elezioni

La mozione di Fabio Tuiach (Ln) basata sul «sentito dire» accende la discussione in VI Commissione consiliare. Il direttore Ater Ius, il vicesindaco Roberti, il comandante Abbate e l'ex assessore Martini mostrano un quadro dalle linee ancora da definire

«Sono andato a informarmi all’Ater, prima per la Casa delle Culture pagava la Provincia, ora non è di proprietà di nessuno ed è abusiva. Molti residenti si sono lamentati perchè fanno solo confusione e non credo che sia giusto che i locali chiudano per il regolamento movida mentre loro possono fare confusione fin quando vogliono: ora ci sono solo ragazzini che fumano canne tutto il giorno (a detta di una signora, io non sono mai stato lì); da quel posto sono partiti indisturbati con le spranghe per venire a disturbare Salvini e ci sono anche stati anche scontri con la Polizia. Se vogliamo che i nostri ragazzi stiano lontani da brutti giri (a quanto mi dicono) dobbiamo chiudere i centri sociali».

Questa la presentazione in VI Commissione (presieduta da Salvatore Porro - FdI) della mozione con la quale il consigliere leghista Fabio Tuiach voleva impegnare il sindaco affinchè fosse «ripristinata la legalità, anche attraverso la ferma richiesta di intervento delle Forze dell'Ordine e ad avviare successivamente un progetto di collaborazione con l'Ater affinchè i cittadini del rione possano usufruire appieno della struttura».

ACCORDO CON IL COMUNE - Una mozione che è stata immediatamente demolita dall'ex assessore Fabiana Martini, ora capogruppo Pd in Consiglio comunale: «La funzione della commissione è quella di strutturare una mozione e non propagandistica: quindi mi chiedo se il consigliere ha contezza di denunce (per schiamazzi quantomeno) per giustificarla; da quello che so è che da almeno 2 anni non vengono organizzate feste serale, mi risulta invece che ci siano delle collaborazioni con la microarea di Ponziana. Il consigliere è a conoscenza dell’atto di intesa della collaborazione firmata il 24 giugno 2016 tra Comune di Trieste e l’associazione Ya Basta, a titolo "precario" fino al bando che assegna l’area? Mi pare che la mozione sia irricevibile e debole già dalle stesse promesse».

DELIBERA GIUNTALE - Un'intesa, quella firmata qualche giorno prima addirittura dell'insediamento della nuova Giunta Dipiazza «Che non rispetta l'indirizzo politico della nuova Amministrazione», sottolinea Everest Bertoli (FI) che poi, recuperando l'atto che ha dato il via all'accordo aggiunge che «tutto nasce dalla delibera giuntale proposta dall'ex assessore al Patrimonio Andrea Dapretto, il venerdì 3 giugno, due giorni prima delle Elezioni amministrative, con motivazioni che sembrano basarsi su simpatie poichè si parla solo di "associazione meritevole di attenzione". Inoltre cos'è successo dal 24 febbraio 2016, data in cui il Comune ha ricevuto l'immobile di via Orlandini dall'Ater, all'assegnazione all'associazione Ya Basta che però già occupava la struttura (a che titolo?)».

CHIARIMENTI - A chiedere spiegazioni e documentazione sono sia Marco Toncelli (Pd): «Ci ha portato qui un mozione in cui si parla di accadimenti per sentito dire. C'è qualche denuncia? L’intento comunque può essere anche parzialmente condivisibile, ossia quella parte sul rendere disponibile l’area ad altre associazioni e cittadini», ma anche Paolo Menis (M5s): «Di chi è la proprietà? Chi lo gestisce? Il comandante Abbate ha contezza di denunce o segnalazioni di qualsiasi abuso o attività di spaccio come parla la mozione?». Antonio Lippolis (Ln) ha poi chiesto se «i murales sui muri fossero o meno autorizzati», mentre Guido Apollonio (FI) ha chiesto di chiarire se «l'associazione è o meno abusiva?».

LEGALITÀ E PAURA - Prima degli interventi degli ospiti, il camndante Sergio Abbate della Polizia locale, il vicesindaco Pierpaolo Roberti e il direttore Ater Antonio Ius, Paolo Polidori e Fabio Tuiach hanno rincarato la dose, il primo chiedendo «di ristabilire la legalità, anche ci fosse dentro il Presidente della Repubblica, perchè qui si tratta di occupazione abusiva e rischiamo un precedente che tra l’altro si è protratto per diverso tempo», mentre il secondo affermando che «la gente a paura di denunciare: mi è stato detto che un uomo ha provato a protestare e si è trovato l'auto distrutta». 

ROBERTI - «La stessa Provincia ha presentato una denuncia contro ignoti per il cambio della serratura nel periodo del passaggio di gestione della struttura all'Ater - ha risposto Pierpaolo Roberti richiamando l'intervento di poco prima della consigliera e presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat -. Non si hanno notizie di feste? Io non sono un gran frequentatore, ma già sul profilo Facebook della Casa delle Culture ci sono gli annunci di feste per cui non sono neanche stati chiesti permessi; tra l’altro concerti e dj set a pagamento in una struttura che non sono sicuro possa chiedere soldi per l'ingresso». Quanto ai murales il vicesindaco ha affermato che «alcuni sono autorizzati da Ater e dall'Amministrazione comunale, ma poi ci sono degli scarabocchi con i “tag” come il Ck in zona ponziana». 

IUS - «L’Ater affitta i locali a soggetti privati, associazioni, società ed enti, che prevedono di esercitare attività compatibili con gli insediamenti locali e chi da in garanzia la possibilità di pagare - ha esordito il direttore Ater Ius -. La struttura di via Orlandini 38 è dell’Ater, ma in questo momento in virtù dell’accordo firmato dal Comune è gestita da un'associazione di volontariato e promozione sociale. Questo tipo di operazione è previsto da una norma regionale del 2014 che prevede il comodato gratuito, fatto salvo delle spese di gestione e di servizio. Si tratta di un caso analogo voluto dalla stessa corrente politica di quest'amministrazione (riferimento al Circolo Miani, tra l'altro votato all'unanimità dal Consiglio comunale, ndr). Per quanto riguarda la “sicurezza”, quando abbiamo concesso la locazione i locali erano perfettamente a norma perchè contrariamente non avremmo potuto stipulare contratti». 

ABBATE - «Noi sappiamo chi frequenta quali locali, ma ovviamente non è possibile la “schedatura”. Oltre alla denuncia della provincia, non posso confermare altre attività di indagine perchè è previsto il segreto istruttorio, mentre per quanto riguarda le violazioni di carattere amministrativo c’è un controllo della Polizia locale sia su segnalazione che di nostra iniziativa: laddove si riscontrano violazioni, queste vengono sanzionate - ha evidenziato Sergio Abbate -. I graffiti in giro per la città, ma soprattutto in zona di Ponziana, con "tag" Ck (Casa Kulture, ndr) e Ay (che invertito per Ya Basta, ndr), è possibile che siano riconducibili a persone che frequentano la Casa delle Culture, ma dobbiamo individuare la singola persona autore del danneggiamento per sanzionare con i 10 mila euro previsti dalla norma, non possiamo imputare il danneggiamento al legale rappresentante dell’associazione». 

CONSIGLIO COMUNALE - La mozione ora dovrà essere votata in Consiglio comunale, ma, ricevuto l'ok dal proponente, Everet Bertoli, alla luce della delibera giuntale del 3 giugno, ha già promesso emendamenti per un'immediata "espulsione" di Ya Basta e la richiesta di un bando d'assegnazione della struttura. 

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