Muggia, danneggiata panchina simbolo della lotta alla violenza sulle donne

A diffondere la notizia è stato proprio il comune rivierasco. La sindaca Marzi: "È un atto inqualificabile che offende tutte le vittime a cui era stata dedicata, tutte le donne uccise e quelle che hanno lottato o stanno lottando contro la violenza nel proprio quotidiano"

La panchina senza la targa

"I danneggiamenti a Muggia non sono purtroppo cosa rara, ma quello riscontrato stamane è davvero inqualificabile". Il Comune di Muggia ha così diffuso la notizia relativa al danneggiamento della panchina rossa che l'amministrazione rivierasca aveva fatto posizionare nei pressi di piazza della Repubblica davanti all'entrata dell'Azienda sanitaria. Utilizzando un cacciavite i vandali in azione hanno rimosso la targa che spiegava le ragioni della sua installazione. Sulla panchina infatti c'era la dicitura “Il Comune di Muggia dice no alla violenza sulle donne”. 

La delusione di Laura Marzi

“È grande l’amarezza nel constatare quanto accaduto” ha commentato il sindaco Laura Marzi. “Quando un bene comune viene danneggiato, si viene sempre investiti da sentimenti di incredibilità, contrarietà e tristezza. Sta volta, però, non posso negare di provare una delusione ancora maggiore. Di fronte ad un gesto inqualificabile di questo tipo, oltre al senso di impotenza devo arrendermi alla mia incapacità di comprendere la ragione di un atto tanto becero. È un atto inqualificabile che offende tutte le vittime a cui era stata dedicata, tutte le donne che sono state uccise e tutte quelle che hanno lottato o stanno lottando contro la violenza nel proprio quotidiano. È un atto che offende tutti noi! Quella panchina doveva essere un presidio, simbolico, contro la violenza ed invece ne è stata oggetto da parte di qualcuno che, permettetemelo, deve vergognarsi”. 

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“Ci siamo immediatamente attivati per provvedere al ripristino di quello che è un simbolo volto a diffondere la cultura del rispetto tra le persone e, in particolare, sul preoccupante fenomeno della violenza di genere. Rispetto che, evidentemente, è una lezione davvero dura da imparare per qualcuno”ha concluso Marzi.

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