Cronaca Largo dei Granatieri

Multa a Dipiazza, Roberti stempera gli animi: «Caro sindaco, benvenuto nel club»

Critiche e richiesta di scuse ufficiali dai sindacati

«Caro Sindaco, benvenuto nel club del “chi sbaglia paga”, mi sento meno solo ora!». Il vicesindaco e assessore alla Polizia locale Pierpaolo Roberti cerca di stemperare gli animi dopo il video Facebook del sindaco Roberto Dipiazza andato su tutte le fuori a causa della multa ricevuta per aver sostato nello stallo per le forze dell'ordine dietro il Municipio dopo non aver trovato un parcheggio regolare: «Pago immediatamente, ma dietro il Comune non c'era spazio perché i vigili non fanno il loro dovere», ha dichiarato il primo cittadino prima di lanciare poi una seconda stoccata agli operatori comunali, «controllerò l'operato dei vigili».

«All’inizio ci si arrabbia un po’ - ricorda il suo episodio invece Roberti su Facebook -, ma poi ci ridiamo sopra, consci del fatto che la multa presa da me e te potrà pure essere fastidiosa, ma è una bella pubblicità che fa capire che la Polizia locale c’è e non guarda in faccia a nessuno per far rispettare regole e vivere civile».

La reazione dei sindacati

Stizziti invece i sindacati: «Ci sembra che "l'uscita" del primo cittadino sia fuori luogo. si congratuli invece per la puntualità con la quale questi lavoratori quotidianamente compiono il loro lavoro senza discriminare l'auto del primo cittadino dall'auto dell'ultimo o penultimo - scrive la Serena Miniussi della segreteria CGIL FP Trieste -. Controlli serenamente l'operato degli agenti, stia certo che non avrà necessità di dispensare olio di ricino, ma potrà verificare la pesante carenza di organico e mancato turn over della Polizia locale che la CGIL rappresenta da tempo».

Più dura la reazione invece della Sapol Fvg (sindacato autonomo di polizia locale) che facendo il verso al sindaco «interessante, molto interessante» scrive in un comunicato stampa: «Proprio molto interessante aprire Facebook e scoprire che il sindaco di Trieste è stato giustamente multato in quanto il suo veicolo personale si trovava in divieto. E ancora più interessante scoprire, guardando il piccolo cortometraggio postato, che il sindaco ritiene che i “suoi vigili urbani” non facciano il proprio dovere e poi si lamenti quando lo fanno minacciando, neanche tanto velatamente, di controllare personalmente l'operato della Polizia municipale come se ritenesse che vi sia qualcosa di “losco” all'interno del Corpo».

«Ricordiamo al sig. sindaco che la Polizia locale di Trieste non ha nulla da nascondere - continua la nota Sapol Fvg -, che può venire a controllare il nostro operato quando e come vuole, così magari imparerà tante cose in più sul nostro lavoro colmando le attuali gravi lacune. Ricordiamo al sig. sindaco che, per fortuna, i tempi di Arturo Celletti, l'indimenticabile vigile urbano interpretato da Alberto Sordi, sono passati da tanto, tanto tempo e le minacce di ritorsione dei politici, in una città moderna e civile, non dovrebbero essere nemmeno pensate. Ricordiamo al sig. sindaco che non è il padrone di Trieste ma solo un amministratore della “Res Publica” e che quindi i vigili non sono “suoi”. Ricordiamo inoltre al sig. sindaco che i “vigili urbani” non esistono più da circa 30 anni e che al loro posto esiste la Polizia locale, con compiti ben più complessi ed articolati di quelli dei vigili di una volta».

Arrivando al dunque e alle richieste, Sapol Fvg sottolinea che «non è ammissibile un comportamento del genere e quindi chiediamo le formali scuse da parte del primo cittadino al Corpo della Polizia locale ed agli agenti che hanno compiuto il proprio dovere multandolo. Chiediamo che il vicesindaco nonché assessore alla Polizia locale di Trieste prenda le distanze dalle affermazioni del sindaco. Chiediamo che tutta la Giunta e il Consiglio prendano le distanze dalle dichiarazioni del primo cittadino. Chiediamo che il Comando della Polizia locale di Trieste prenda le immediate difese degli agenti che hanno fatto unicamente il proprio dovere e metta ben in chiaro che il Corpo della Polizia locale non teme controlli da parte di nessuno».

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