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Muore dissanguato in casa, soccorsi attivati venti minuti dopo

Ad aver segnalato il disservizio del NUE 112 è la vicina di casa della vittima: "Va fatta chiarezza sul perché ci sia stato bisogno di ripetute telefonate per ottenere il soccorso per un’emergenza evidente anche ai profani". L'episodio si è verificato nella notte del 18 dicembre.

"Un mio vicino di casa è morto in un modo atroce". Comincia così il racconto di una cittadina che ha voluto segnalare un disservizio del NUE 112. I soccorsi, stando a quanto è stato riportato, sono stati attivati con oltre venti minuti di ritardo. Quindi, una volta giunti sul posto, purtroppo, gli operatori hanno potuto solo constatare il decesso. La denuncia è stata pubblicata dall'Osservatorio NUE 112.

La replica di Sores

I fatti

Nella notte del 18 dicembre in via Settefontane, l'uomo, vicino di casa della signora, ha avuto un'emorragia."Dopo aver risposto alle urla disperate d'aiuto da parte della moglie (descrivendo che il marito si trovava in bagno ed era ricoperto del proprio sangue, dovuto ad un'emorragia)  - scrive la signora - e dopo aver constatato la criticità delle condizioni dell'uomo, mio padre ha chiamato immediatamente il 112 ".

Stando a quanto riportato nella segnalazione, era mezzanotte e mezza e, purtroppo, la chiamata del padre non aveva dato i risultati sperati a causa del "continuo tergiversare degli operatori", come quella di un'altra vicina avvenuta nello stesso orario. Alle 00:40 è partita quindi una terza chiamata, questa volta dal cellulare della signora, in cui sono state descritte le condizioni critiche dell'uomo, è stato fornito l'indirizzo e  chiesto l'invio di un'ambulanza. Sempre stando al racconto, l'incaricato del 112 le avrebbe detto che avrebbero dovuto, per quanto possibile, effettuare i soccorsi autonomamente. Lei gli ha fatto presente che nessuno di loro aveva alcuna nozione di medicina e, vista la situazione, ha continuato, questa volta con toni alterati, a sollecitare l'intervento del 112. A quel punto l'operatore, le avrebbe riferito che la telefonata era stata registrata e che, se non avesse moderato il linguaggio, avrebbe potuto denunciarla.

L'arrivo dei soccorsi

"Alle ore 00.50 (ho guardato l'ora sul cellulare)  - continua la segnalazione - chiama al nostro telefono di casa un numero fisso che mi chiede cosa stia accadendo. Io spiego loro la situazione. Circa alle ore 00.55, dopo un'attesa di oltre venti minuti, arriva l’automedica, seguita da due volanti della Polizia. Quindi si è constatato il decesso".

"Va fatta chiarezza sul perché ci sia stato bisogno di ripetute telefonate per ottenere il soccorso per un’emergenza evidente anche ai profani, qual è un’emorragia talmente massiva da condurre a morte in meno di 20 minuti - scrive la donna -. Serve precisare che l’uomo deceduto soffriva di una grave patologia e anche un intervento più tempestivo non avrebbe cambiato l’esito, ma ciò non sembra giustificare la lunghezza e farraginosità delle procedure di risposta ad una chiamata di soccorso. Il target, via Settefontane 50, si trova in centro città e dista 1 km e mezzo dalla postazione dell’automedica, quindi raggiungibile in non più di 2 minuti. Perché si è perso tanto tempo nei vari passaggi telefonici?"

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