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Il Museo di Arte Orientale

Il Museo di Arte Orientale

USB "attacca" la vigilanza nei musei: "Ritorsioni, minacce ed insulti"

L'Unione Sindacale di Base denuncia la situazione lavorativa che si sarebbe creata all'interno del servizio di vigilanza dei musei civici di Trieste, gestito dall'udinese Euro&Promos che replica: "Falsità"

La "denuncia" suona pesante agli occhi di chiunque. L'Unione Sindacale di Base per l'Industria - Lavoro Privato a firma del sindacalista Sasha Colautti emette una nota che utilizza termini forti nei confronti della situazione che, secondo il sindacato, si starebbe verificando in alcuni musei civici. In particolare, la nota tira in ballo alcuni responsabili dell'azienda Euro&Promos, azienda a cui il Comune di Trieste ha appaltato la vigilanza dei musei. 

"È davvero difficile per la nostra organizzazione sindacale - si legge nella nota - dover spiegare che nei musei comunali di Trieste, nello specifico il Museo di Storia Naturale, il Museo di Arte Orientale o il Museo De Henriquez, ma non solo, vi siano delle situazioni lavorative che possono solo che essere definite sfruttamento. Parliamo di musei che fanno parte di un circuito culturale che danno ad una città come Trieste una connotazione importante per il turismo e la vita culturale, oltre che per la salvaguardia dell'identità storica della città di Trieste".

"Ritorsioni, minacce e insulti"

"Ci sembra inutile sottolineare come questi musei siano importanti, anzi essenziali per la cittadinanza che quotidianamente li attraversa e li vive: i tutti quanti abbiamo portato i nostri figli, ci siamo stati tutti; ma nessuno poteva rendersi conto - fino ad oggi - che i lavoratori e le lavoratrici della vigilanza di questi musei sono sottoposti a precarietà costante, sottopagati e sottoposti a logiche vessatorie vere e proprie: ritorsioni, minacce ed insulti da parte dei loro responsabili". L'accusa da parte del sindacato è di quelle pesanti. 

"Una discussione immediata"

"Il Comune in questo caso ha appaltato la vigilanza dei musei alla EURO & PROMOS, azienda con cui vorremmo vi sia un confronto su questa situazione; confronto che però (nonostante i contratti del personale siano in scadenza a fine mese) è stato procrastinato solo a metà novembre nonostante noi avessimo segnalato all'azienda una situazione di urgenza ed emergenza anche occupazionale. E' necessario che si apra una discussione immediata sul tema del rinnovo dei contratti, sulle paghe di queste persone (5 euro all'ora), sulle loro condizioni sia lavorative che contrattuali, sull'organizzazione degli orari e soprattutto sul trattamento autoritario che queste lavoratrici e lavoratori subiscono nella quotidianità".

"Se ci sono dei “Kapò” e non dei responsabili, queste persone vanno rimosse dal proprio ruolo, subito". 

Da domani venerdì 26 L'Unione Sindacale di Base Lavoro Privato ha proclamato, come conclude la nota, una "protesta ad oltranza, con modalità di sciopero a scacchiera, e annuncia un presidio pubblico davanti al Museo di Arte Orientale di via S.Sebastiano 1 a partire dalle ore 10.00 di sabato 27 ottobre 2018".  "Chiediamo al comune di Trieste di intervenire tempestivamente a verifica della situazione organizzativa, chiedendo ad Euro&Promos chiarimenti e trasparenza gestionale e la garanzia della stabilizzazione del personale proveniente da appalti precedenti ed il rinnovo dei contratti a termine in scadenza a fine mese. E' necessario si apra una riflessione sugli appalti che operano nel pubblico; i lavoratori e le lavoratrici degli appalti museali non possono continuare a vivere in questa situazione e non siamo più disponibili ad accettare qualsiasi condizione, nella mera logica del risparmio". 

La replica dell'azienda

Il vice presidente della Euro&Promos Alberto Sbuelz, raggiunto telefonicamente ha replicato alla nota del sindacato: "Sono state dichiarate delle falsità, utilizzando dei toni che io non utilizzerei mai. Voglio dire che noi applichiamo il CCNL in tutti i suoi aspetti e non capisco dove siano le paghe inaccettabili: se vogliono alzare lo stipendio allora che si siedano al tavolo nazionale". "Non penso - ha aggiunto Sbuelz - che nessuno dei nostri dipendenti si sia mai comportato da "kapò", termine infelice visto che tra le altre cose da poco abbiamo ricordato la deportazione degli ebrei di Roma e quindi credo che si possano usare toni diversi. Evidentemente USB ha questo tipo di atteggiamento". 

Il personale dipendente

"Il nostro personale l'abbiamo formato tutto noi. Non abbiamo mai sfruttato nessuno, ci sono stati semplicemente alcuni richiami e ci siamo sempre comportati rispettosamente nei confronti dei lavoratori".

L'azienda ha la sede legale a Udine. Tra l'USB e l'Euro&Promos c'è stata una corrispondenza in merito alla situazione nelle ultime settimane. L'azienda ha affermato che "al momento non ci risultano problematiche relative a "elementi organizzativi" che possano impattare negativamente sul servizio da noi svolto per il Comune di Trieste. Per quanto riguarda i contratti in scadenza a fine mese, si farà riferimento alla normativa vigente, nel rispetto dei diritti dei lavoratori. Se vorrete anticiparci "le situazioni che se non gestite rischiano di scaricarsi sul servizio offerto ci attiveremo da subito per porvi, se rilevato un rischio, immediato rimedio". 

  

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