Confini, il presidente Pahor dice no alle barriere: "Lavoriamo sulla fiducia"

Intervenendo alla cerimonia di commemorazione dell'incendio del Narodni Dom, il presidente della Slovenia ha affermato come "con Fedriga abbiamo parlato apertamente del fatto che due paesi aderenti agli accordi di Schengen, non debbano adottare misure per rafforzare ulteriormente il pattugliamento del confine oltre a quelle già adottate”

Il presidente sloveno Borut Pahor è intervenuto alla commemorazione del 99esimo anniversario dell'incendio del Narodni Dom, avvenuto per mano fascista il 13 luglio 1920. Dopo aver incontrato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga e la "grande anima" degli sloveni del capoluogo regionale, Boris Pahor, il presidente della Repubblica di Slovenia ha incontrato la stampa per rispondere ad alcune domande soprattutto in merito alla situazione del confine e sulle misure che Roma e Lubiana intendono adottare per far fronte al fenomeno della rotta balcanica.   

"No ad altre misure oltre a quelle che ci sono già"

“Ho avuto modo di incontrare il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimliano Fedriga - ha affermato Pahor - e abbiamo parlato assieme molto apertamente del fatto che due paesi vicini, che sono entrambi paesi aderenti agli accordi di Schengen, non debbano adottare misure per rafforzare ulteriormente il pattugliamento del confine oltre a quelle già adottate”.

“Le pattuglie miste – ha continuato il presidente – che sono state introdotte sono un buon strumento e non incidono sugli ottimi rapporti di cooperazione e comprensione che caratterizzano i nostri rapporti bilaterali. Riteniamo che altre misure non siano necessarie e opportune quelle misure che ostacolino la libera circolazione delle persone in questo territorio”. 

Lavorare sulla fiducia

“E’ ovvio che le migrazioni illegali devono essere governate e Lubiana adotterà delle misure in tal senso ma abbiamo convenuto che, al di là delle pattuglie miste e l’eventuale ricorso alle tecnologie digitali, non dovremmo introdurre ulteriori misure a protezione del confine. Altresì, dovremo lavorare sulla fiducia reciproca che già oggi si basa su delle ottime basi, e in futuro continuare a rafforzare i nostri rapporti bilaterali”.

Mattarella a Trieste per il Centenario? 

Borut Pahor si è poi soffermato sulla possibilità che in occasione del centenario dei fatti del Narodni Dom (che verrà commemorato il prossimo anno) arrivi a Trieste anche il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, il presidente sloveno ha concluso affermando che "possa essere il momento per commemorare assieme un evento tragico del passato, ma anche celebrare il futuro dei rapporti tra i nostri paesi e non per le circostanze che stiamo vivendo, ma proprio in ragione degli ottimi rapporti bilaterali che ci contraddistinguono”. 

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