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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Il bilancio a distanza di cinque mesi

Proteste in porto e No Green Pass: 114 denunce e 20 posizioni ancora al vaglio

Il bilancio complessivo è stato fornito dal questore Irene Tittoni in occasione della celebrazione dei 170 anni dalla fondazione della Polizia di Stato. "Abbiamo agito con fermezza, ma anche con senso di umanità".

La stagione delle manifestazioni anti Green Pass "chiude" con 114 denunciati e 20 persone le cui posizioni sono al vaglio degli investigatori per quanto riguarda l'occupazione del varco IV del porto di Trieste. Ad aver fornito i numeri è stata la questura giuliana in occasione del 170esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato che è stato festeggiato anche nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia. "L'occupazione di uno dei maggiori porti nazionali - così il questore Irene Tittoni nel discorso tenuto nella sala della Camera di commercio - per il potenziale grave danno di immagine in termini di perdita di credibilità e competitività dello scalo, ha fatto assurgere la città a capitale italiana (addirittura europea) del dissenso contro le misure finalizzate al contenimento della pandemia". 

Il 18 ottobre e il 6 novembre, due date cruciali

Le proteste sono andate avanti per settimane, fino a quando dopo lo sgombero del varco IV ordinato dal Viminale l'atmosfera si è andata via via raffreddando. Le cariche delle forze dell'ordine non si erano viste solamente al porto il 18 ottobre, bensì anche in piazza della Borsa il successivo 6 novembre. Dopo che le manifestazioni al porto avevano raggiunto l'apice nella giornata precedente allo sgombero (con l'andirivieni di migliaia di manifestanti da tutta Italia), la tensione aveva raggiunto nuovamente livelli altissimi in occasione del corteo, sfociato poi nel tentativo di entrare in quella piazza Unità che, a distanza di oltre cinque mesi, risulta ancora inaccessibile alle manifestazioni. 

L'infiltrazione di anarchici ed antagonisti

"Abbiamo agito con fermezza ma anche con senso di umanità - sempre la Tittoni - soprattutto nelle manifestazioni di protesta, operazione estremamente complessa, in quanto garantire la libertà di manifestare, gestendo azioni di forte dissenso, costituisce forse il compito più impegnativo". Nei disordini e nella sua gestione ha avuto, come ricordato dallo stesso questore (in procinto di trasferirsi all'Ispettorato per la Pubblica Sicurezza presso la Camera dei deputati ndr), un ruolo fondamentale la Digos attraverso una "sapiente opera di mediazione con i promotori e partecipanti". Nel lungo intervento della numero uno della questura è stato ricordato, infine, che le manifestazioni anti certificazione verde erano state oggetto di infiltrazione di soggetti provenienti dall'area anarchica ed antagonista. 

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