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La Cabinovia

Ovovia, il fronte del No: "Nuovi ostacoli al progetto da Arpa, Regione e Soprintendenza"

IL Comitato no Ovovia comunica che gli enti hanno rilevato uno scarso impatto sul traffico nelle ore di punta (di cui l’impianto sposterebbe l’1,25%). Sollevati anche dubbi sull’impatto ambientale e la richiesta di approfondimenti su vento, dissesto idreogeologico e sostenibilità economica, oltre a un parere sfavorevole sulla creazione di impianti a fune nelle zone protette

Nuovi ostacoli sembrano profilarsi all’orizzonte per il progetto dell’ovovia. Dopo l’avvio dell’iter per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della cabinovia, il Comitato No Ovovia ha indetto oggi una conferenza stampa per illustrare “risultati che sembrano molto incoraggianti per il fronte del no”. Infatti, secondo quanto dichiara in Comitato, Regione, Arpa e Sovrintendenza hanno rilevato uno scarso impatto sul traffico nelle ore di punta (di cui l’impianto sposterebbe l’1,25%). Sollevati anche dubbi sull’impatto ambientale e la richiesta di approfondimenti su vento, dissesto idreogeologico e sostenibilità economica. Oltre a questo, il ministero per la transizione ecologica confermerebbe il divieto di costruire impianti di risalita in zone di protezione speciale (ZPS), tra cui la Rete Natura 2000, che comprende anche il Bosco Bovedo. A riprova di ciò il Comitato cita un pronunciamento ottenuto dall’Avvocatura Generale dello Stato relativo al Parco Nazionale dello Stelvio nel 2021.

"Il Comitato NO Ovovia - ha detto il coordinatore William Starc -, chiederà un incontro nei prossimi giorni con Sindaco Dipiazza, Assessori e Uffici comunali competenti in cui, tenendo conto degli importanti rilievi e richieste di chiarimenti emersi da diverse istituzioni, valutare per il bene della città un progetto alternativo all'ovovia che consenta di non perdere i 48milioni del Pnrr ma di utilizzarli per un progetto realmente funzionale alle esigenze di mobilità di Trieste. È urgente attivarsi per un piano B che per noi è un moderno tram da Barcola a Campo Marzio, un primo lotto di una rete che integri centro e rioni periferici, con reali benefici per tutta la città".

Le richieste dell'Arpa

Di seguito alcune richieste formulate dagli enti in merito al progetto della Cabinovia. L’Arpa, in particolare, chiede un approfondimento in merito alle caratteristiche microclimatiche dell’area, tra cui il vento non più rallentato dalla vegetazione che verrà tagliata, fatto che potrebbe portare anche “una perdita di suolo boscato con incremento di apporto idrico”, anche in vista dei cambiamenti climatici e dei fenomeni climatici estremi come le piogge particolarmente intense. Fattore, questo, che potrebbe comportare fenomeni di dissesto idrogeologico. Richieste valutazioni anche su aria, rumore e danni eventuali alla flora e alla fauna.

Le richieste della Sovrintendenza e della Regione

La Sovrintendenza, dal canto suo, reputa necessarie delle fotosimulazioni che mostrino le interferenze visive con il faro e il paesaggio e uno specifico progetto che permetta di valutare il reale impatto dell’intervento sul contesto tutelato.

La Direzione Ambiente della Regione, infine, ha parlato di “valutazioni ambientali generiche e non supportate da adeguate motivazioni” e del fatto che il progetto sia inserito nell’ambito del Pnrr relativamente allo sviluppo del trasporto rapido di massa, che ha come obbiettivo quello di “ridurre il traffico delle auto private di almeno il 10% a favore del trasporto pubblico”, mentre la Regione evidenzia che “nell’ora di punta si stima che verranno tolti dalla rete 450 veicoli equivalenti e tale valore rappresenta l’1,25% dei veicoli circolanti”.

La Regione chiede anche una valutazione dei costi energetici che tenga conto delle effettive giornate di utilizzo in funzione dei fattori meteo climatici come la bora nonché di analizzare “alternative previsionali e progettuali, quali, ad esempio, lo sviluppo di diversi sistemi di trasporto” come “tram, metropolitana leggera, metrotranvia, anche sfruttando reti su ferro esistenti e attualmente non utilizzate”.

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