Cronaca

"Non è un paese per fossili" .La Rainbow Warrior di Greenpeace a Trieste. Le foto

27.07.2014 | 19:56 - a 10 mesi dalla manifestazione contro Gazprom durante la Barcolana, ritorna a Trieste la flottiglia di Greenpeace per dire: "sì al vento, stop alle fossili"

La Rainbow Warrior, la nave di Greenpeace impegnata nel tour “Non è un Paese per fossili”, è arrivata questa mattina a Trieste per guidare la flottiglia “Sì al vento, Stop alle fossili!”, veleggiata contro le fonti energetiche sporche e inquinanti.
«Siamo qui a Trieste per ribadire il nostro no alle energie fossili e per sostenere le comunità locali che ogni giorno pagano le conseguenze dell’uso di queste fonti inquinanti e obsolete» afferma Luca Iacoboni, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.
«Mentre Renzi dichiara con toni offensivi che ad opporsi all’uso di petrolio, carbone e gas sono solo “tre, quattro comitatini”, il suo governo sembra voler continuare con la propria miope strategia energetica, trivellando i nostri mari e ricorrendo massicciamente all’uso di fonti fossili.
Una politica sbagliata, che contestualmente danneggia in maniera ingiustificata le fonti rinnovabili, addirittura con provvedimenti retroattivi, bloccandone qualsiasi possibilità di sviluppo. Noi non smetteremo di opporci a questa visione che guarda al passato e scarica tutti i costi - economici, ambientali e sanitari - sui cittadini».
Greenpeace torna a Trieste a distanza di dieci mesi dall’azione organizzata durante la Barcolana, per protestare contro i piani di trivellazione nell’Artico del colosso russo dell’energia Gazprom, sponsor dell’imbarcazione Esimit 2.
«A maggio è arrivato in Europa il primo barile di petrolio proveniente da un’area fondamentale per gli equilibri del Pianeta come l’Artico, a testimonianza che la brama dei petrolieri non conosce confini e mette a rischio il futuro di tutti noi» continua Iacoboni.

«Per questo continueremo il nostro tour, per denunciare con determinazione tutti i pericoli e i danni che le fonti fossili causano ogni giorno in Italia e per promuovere le uniche vere soluzioni: rinnovabili ed efficienza energetica» conclude.
non-fossilizziamoci) per chiedere ai cittadini italiani di firmare una Dichiarazione di Indipendenza dalle fonti fossili. In poche settimane, la petizione ha già raccolto oltre 50 mila firme.

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