Venerdì, 19 Luglio 2024
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Conflitti familiari in tribunale: la Corte d'appello sospende le visite tra nonna e nipote

La vicenda si è conclusa nei giorni scorsi, in cui la Corte d'Appello ha disposto la sospensione delle visite tra la bambina e la nonna, sulle quali il Tribunale di primo grado insisteva

TRIESTE - Una travagliata storia familiare, una conflittualità lunga e all’apparenza insanabile tra madre e figlia, che arriva a coinvolgere anche la piccola nipote. La nonna arriva così ad adire le vie legali facendo ricorso al Tribunale dei minori e lamentando il divieto, da parte di sua figlia, di vedere la bimba. La vicenda si è conclusa nei giorni scorsi, in cui la Corte d'Appello ha disposto la sospensione delle visite tra la bambina e la nonna, sulle quali il Tribunale di primo grado insisteva.

I fatti

La nonna fa aprire nel 2019 un procedimento innanzi al Tribunale per i Minorenni, che dispone la ripresa delle visite nonna-nipote in forma presenziata tramite servizi sociali, ai quali la minore era stata affidata per attività di sostegno e controllo. Per un certo periodo le visite vengono interrotte perché la madre lamenta criticità da parte della bambina, poi un nuovo decreto del Tribunale dei minori nel 2023 dispone la ripresa delle visite. A questo punto la madre e il padre della bimba presentano ricorso in Corte d'Appello, chiedendo di vietare alla nonna qualsiasi contatto con il nucleo familiare e di valutare le competenze relazionali della signora tramite una consulenza tecnica d’ufficio.

La consulenza psicologica quindi rileva nella nonna “aspetti disfunzionali caratteriali” tra cui “grandiosità del sé” e “carenza empatica”. Insistere nelle visite, prosegue la Corte, " rappresenterebbe una concreta fonte pregiudizievole per il benessere della minore". Le criticità erano già state rilevate in parte dai Servizi sociali. La Corte quindi dispone la sospensione delle visite fino a quando la nonna “non avrà acquisito piena consapevolezza delle proprie fragilità e problematiche”, attraverso un percorso di psicoterapia, con presa in carico dei servizi sociali. E’ stato anche revocato l'affidamento della minore all'ente.

Così il legale che difende la madre e il padre: “I rapporti di parentela non comportano il diritto automatico ad accedere alla sfera personale di vita di un nipote (o anche di un figlio). Incapacità di relazione e tratti di personalità disfunzionali devono essere trattati come impedimenti alla frequentazione del minore, i cui interessi la Corte d' Appello ha ben tutelato”.

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