Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Nue 112, la Giunta regionale aumenta il personale in servizio: «Troppe chiamate»

Il personale in servizio al nuovo numero unico di emergenza Nue 112 è destinato a passare da 26 a 35 unità

Il personale in servizio al nuovo numero unico di emergenza Nue 112 è destinato a passare da 26 a 35 unità. Lo ha deciso la Giunta regionale, approvando una delibera che integra il programma dei fabbisogni professionali. Un documento che, con l'obiettivo di garantire un ottimale funzionamento dei servizi, ha anche previsto di aumentare l'organico degli Uffici tavolari e di potenziare l'Ufficio di rappresentanza di Roma.

L'aumento del personale del Nue 112 si è reso necessario alla luce degli esiti del primo periodo di sperimentazione che ha fatto registrare un numero di chiamate assai elevato, ben superiore a quanto avviene all'omologo servizio attivato dalla Regione Lombardia preso a modello dal Friuli Venezia Giulia.

I 35 dipendenti si alterneranno in servizio nella centrale operativa di Palmanova nell'arco delle 24 ore.

Per quanto riguarda gli uffici tavolari, competenti alla conservazione dei libri fondiari riguardanti gli immobili, l'esigenza di accrescere l'organico è motivata principalmente dal prossimo avvio di un processo di informatizzazione.

La necessità di implementare le risorse umane della sede di Roma dell'Ufficio di Gabinetto nasce invece da una situazione organizzativa ormai piuttosto fragile a causa di una costante diminuzione del personale, destinata ad aggravarsi con il pensionamento, ormai prossimo, del coordinatore della struttura.

La riorganizzazione non riguarda esclusivamente la Regione. L'ente si fa infatti carico anche di garantire il buon funzionamento delle neo costituite Unione territoriali intercomunali attraverso la messa a disposizione di spazi occupazionali e risorse che, mediante strumenti quali mobilità, concorsi, scorrimento graduatorie, permettono a ciascuna Uti di avvalersi di ulteriori cinque dipendenti.

Con un'altra delibera, la Giunta regionale ha avviato una revisione e razionalizzazione della propria organizzazione, attraverso una rivisitazione della configurazione di alcune strutture direzionali. La decisione risponde all'esigenza di renderle maggiormente rispondenti alle nuove funzioni ed incombenze imposte dalle innovazioni introdotte dalle riforme istituzionali nei settori delle autonomie locali e del sistema integrato del pubblico impiego regionale che, per la Regione, hanno anche comportato un accrescimento numerico del personale con l'acquisizione di dipendenti a seguito del superamento delle Province.

Tre le direzioni che hanno subito maggiore impatto dalle novità e, dunque, avevano urgenza di riorganizzarsi. La direzione Generale, in cui è stata istituita la nuova Area sistema integrato del pubblico impiego regionale e locale.

La direzione centrale Finanze, patrimonio, coordinamento e programmazione politiche economiche e comunitarie, presso la quale è stata creata una nuova area denominata Patrimoniale cui si aggiunge la modifica della denominazione dell'area per il Coordinamento e la programmazione delle politiche economiche, patrimoniali e comunitarie in area Finanziaria e delle partecipazioni societarie.

Infine, la direzione centrale Autonomie locali e coordinamento delle riforme, interessata all'istituzione dell'area della Committenza per il sistema integrato Regione-Autonomie locali e servizi generali. Le motivazioni di questo intervento si ricollegano in primo luogo all'esigenza di razionalizzare la spesa per l'acquisto di beni e servizi che, in sostanza, si traduce sia in economie di scala sia in un miglioramento nella gestione delle procedure.

Novità anche in seno alla direzione centrale Attività produttive, turismo e cooperazione. Con l'acquisizione di nuove funzioni in materia di cooperazione sociale, nell'ambito del processo di trasferimento di funzioni dalle Province si è dato vita ad uno servizio Cooperazione sociale.

In tutto questo quadro, in ogni caso il costo delle figure apicali della dirigenza regionale passa da 3.961.000 euro del giugno 2013 a 3.425.000 euro attuali, con un risparmio netto di 536.000 euro all'anno.

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