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Giovedì, 23 Maggio 2024
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Nuove case Ater a Gretta, i residenti: "Speriamo arrivi gente giovane e a posto"

Prima di tutto lo svecchiamento del rione, ma per chi vive e lavora a Gretta mancano servizi essenziali come supermercati e bancomat

TRIESTE - Nuove palazzine Ater a Gretta da 20 milioni di euro: cosa ne pensano i residenti e chi ci lavora? Abbiamo dato voce ad alcuni di loro e dalle risposte ricevute appare lampante la voglia di veder rivitalizzata questa parte del rione, ma con la preoccupazione relativa alle future assegnazioni delle unità immobiliare vengano effettuate : "ben vengano le case popolari - dice Andrea, titolare della trattoria bar "Andrea" - e che si ripopoli un po' il rione, ma qui non è questione di appartamenti popolari in costruzione ma di un rione abbandonato a se stesso. Sono qui da sette anni e da allora tutto il rione sperava che insieme all'edilizia popolare arrivasse anche un supermercato. Non c'è nemmeno un bancomat. L'ufficio postale non può metterlo perché il condominio ha dato parere negativo per questioni di sicurezza. Un rione diviso a metà, con la bella gente delle case e i palazzoni, tra cui quello che hanno buttato giù e dove ora si ricostruirà. Nel palazzone buttato giù c'è stato anche un omicidio (il riferimento è all'omicidio di Giovanni Novacco, avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 agosto del 2011, ndr). Ripeto, peccato per non essere riusciti a portare un supermercato: il più vicino è a Roiano, qui c'è solo una piccola bottega ma ha i prezzi di un'oreficeria".

"Si prediligano le famiglie di italiani"

Per Moreno, cliente presso la trattoria, "la struttura demolita poteva essere recuperata, è stata chiusa perché c'è stato un omicidio. Ora vedremo cosa viene fuori. Qui ci sono tante persone anziane, non c'è un bancomat. Poi di solito quando si interviene per edificare una struttura di queste dimensioni occorre prima di tutto lavorare sui servizi e sulle infrastrutture che sono carenti. Mancano parcheggi e i marciapiedi non sono in buone condizioni". Per Luca, titolare della tabaccheria di via Venzone, "dopo quella "giungla" che c'era il progetto di riedificazione porta una boccata d'aria al rione. Si spera solo che accontentino in primis gli italiani, i triestini e poi gli stranieri. Quindi ben venga la rivitalizzazione del comprensorio ma che l'assegnazione degli appartamenti prediliga questa volta le famiglie di italiani bisognosi. Sperando che le famiglie che arriveranno siano composte da giovani anche perché l'età media del rione è davvero elevata". Anche per Guido, un residente appena entrato nella tabaccheria, "è necessario costruire case nuove per nuove famiglie magari giovani. Quindi ben venga la ricostruzione con criteri più moderni". Ketty, titolare dell'omonimo parrucchiere spiega che "piuttosto che vedere la struttura abbandonata che c'era prima sono contenta del nuovo progetto, soprattutto se ci ripopolano un po' il quartiere. Siamo alcune piccole attività, in forte calo, che cercano di lottare per sopravvivere. Speriamo che a viverci arrivi gente a posto". 

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