Nuovo Dpcm: le reazioni della politica locale

Fedriga: "Spariranno migliaia di attività". Intanto i dem si focalizzano sull'aumento dei contagi, il centrodestra sui danni alle imprese e i pentastellati difendono il Governo e la sua capacità di dialogo con le Regioni. Allarme da Confcommercio

Foto: Giovanni Aiello

Dure accuse da parte del centrodestra e un invito a guardare la curva dei contagi da parte di Dem e Cinque Stelle: è spaccato in due il mondo della politica locale (specchio fedele di quella nazionale) dopo il nuovo Dpcm del Governo Conte. Misure severissime quali la chiusura al pubblico dei ristoranti e dei bar dopo le 18 e il blocco di teatri, cinema e palestre ha scatenato anche la rabbia di Confcommercio per le inevitabili conseguenze economiche all'orizzonte.

Fedriga: "Spariranno migliaia di attività economiche"

"Se la bozza del nuovo Dpcm del Governo Conte non subirà dei profondi cambiamenti - ha dichiarato il governatore Fedriga prima dell'approvazione definitiva del documento -, spariranno migliaia di attività economiche. In questo momento servono equilibrio e buonsenso per garantire la doverosa tutela della salute, ma anche per la altrettanto doverosa tutela del lavoro." 

Confcommercio: "Non è colpa dei bar e dei ristoranti"

Allarme con cui il vicepresidente nazionale e presidente di Confcommercio Fvg Giovanni Da Pozzo si dice "completamente d'accordo" e sostiene che "nei pubblici esercizi e nella ristorazione, con il rispetto delle regole che vengono applicate rigorosamente dalla grandissima parte degli imprenditori, il contagio non si è diffuso". Secondo Da Pozzo, infatti, "la diffusione del virus si è infatti manifestata con la riapertura delle scuole e la non regolarizzazione dei trasporti. Abbiamo perso mesi in chiacchiere inutili senza strategie. La movida? Se ci sono stati degli eccessi, le norme non sono mancate e hanno consentito di sanzionare chi non le ha rispettate". Il presidente di Confcommercio Fvg conclude lamentando i "continui contrasti politici" e il "condizionamento mai visto di una parte di esperti che da troppo tempo si contraddicono, dicendo tutto e il contrario di tutto".

Cecco (Progetto Fvg): "Aiutare le imprese"

Giorgio Cecco, coordinatore provinciale di Progetto Fvg, manifesta invece "dubbi sulla reale efficacia di certe mezze misure, che penalizzano settori che hanno investito per adeguarsi alle nuove richieste normative anti-covid e imprese che ora rischiano di non farcela o di restare chiuse per non riaprire più. Ci siano i doverosi interventi immediati per sostenere le imprese, mirati e con procedimenti di accesso semplificati, pur con i controlli del caso".

Serracchiani: "Stanziare subito i due miliardi"

Focus sull'economia anche nella nota di Debora Serracchiani: "Il Governo deve provvedere con la massima urgenza a salvare i posti di lavoro messi in pericolo dalle chiusure prevista col Dpcm: i 2 miliardi previsti devono arrivare in tempo reale a chi è colpito dalle limitazioni. Con la salute bisogna salvare il lavoro, tutto il lavoro". La deputata Dem richiama quindi l'attenzione sulle "categorie che hanno già pagato un prezzo alto e che appena si stavano rialzando. Solo così possiamo conservare la coesione sociale e impedire strumentali contrapposizioni politiche"

Shaurli (Pd): "Aumento contagi sotto gli occhi di tutti"

In difesa delle misure anti contagio si schiera il segretario regionale del Pd Cristano Shaurli: "L'aumento di contagi, terapie intensive e decessi sono sotto gli occhi di tutti. L’Italia ha numeri meno drammatici di altri Paesi europei ma le decisioni non possono più aspettare, e insopportabili e inutili sono attacchi e rimpalli fra Regioni e Governo. L’obiettivo è chiaro: la sera si rimane a casa per evitare nuovamente la chiusura di scuole e fabbriche. La priorità ora è aiuto e vicinanza immediata a bar, ristoranti e operatori dello spettacolo che in questi mesi hanno dimostrato, per la stragrande maggioranza, senso di responsabilità e rispetto delle regole". 

M5S: "Governo ha sempre ascoltato le Regioni"

Sull'accusa di un mancato ascolto alle Regioni, rivolta nei giorni scorsi a Conte dal presidente Fedriga, intervengono i parlamentari e i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle: "Il confronto tra Regioni ed il Presidente Conte c’è stato come sempre prima di ogni Dpcm, se non sono state accolte alcune richieste delle Regioni, l’unico motivo è che il Governo ha ben presente la situazione del Paese e sa che è chiamato a operare scelte difficili". 

I deputati Sabrina De Carlo e Luca Sut e i consiglieri Ilaria Dal Zovo, Mauro Capozzella, Cristian Sergo e Andrea Ussai assicurano che "ad ogni chiusura seguiranno misure immediate di sostegno di tutte le attività produttive che per decreto devono rimanere chiuse: ristori, credito d’imposta per gli affitti, sospensione della seconda rata Imu in scadenza il 16 dicembre, conferma della cassa integrazione, aiuti per il settore dello spettacolo e della filiera agroalimentare ed il rinnovo del Reddito di Emergenza". I pentastellati esortano poi Fedriga a "predisporre tutti gli aiuti necessari nell'assestamento di bilancio che sarà discusso in Consiglio regionale nei prossimi giorni, come abbiamo già richiesto in settimana nelle commissioni", e ringraziano il ministro Patuanelli "che si è messo subito al lavoro con il premier Conte per la definizione di tutti gli aiuti per le attività produttive".

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