Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Ater, nuovi canoni e criteri di assegnazioni: bagarre nella IV Commissione regionale

L'assessore Santoro ha illustrato ai consiglieri i contenuti del regolamento per la disciplina delle modalità di gestione degli alloggi di edilizia sovvenzionata. Attacco di Revelant (Ar): «La Giunta toglie agli italiani meno abbienti per dare agli immigrati». Boem (Pd) difende la norma

L'assessore alle infrastrutture e territorio Mariagrazia Santoro ha illustrato ai consiglieri della IV Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Vittorino Boem (Pd), i contenuti del regolamento di esecuzione per la disciplina delle modalità di gestione degli alloggi di edilizia sovvenzionata gestiti dalle Ater regionali, previsto dalla legge regionale 1 di quest'anno (Riforma organica delle politiche abitative e riordino delle Ater) in vista del parere vincolante che la Commissione dovrà esprimere in merito; il regolamento riguarda anche la disciplina dei finanziamenti a favore delle Ater stesse - per la costruzione, l'acquisto e il recupero degli alloggi di edilizia sovvenzionata - e del Fondo sociale (con riferimento agli articoli rispettivamente 16 e 44 del testo di legge).

NUOVO CONTESTO SOCIALE - Presenti all'illustrazione anche i rappresentanti delle cinque Ater regionali, del'Anci e delle organizzazioni sindacali, successivamente ascoltati in audizione dalla Commissione. Il regolamento, composto da 32 articoli, contiene una serie di innovazioni rispetto al nuovo contesto sociale, con il necessario coordinamento con le altre discipline connesse alla materia - ha esordito Santoro ponendo l'accento in particolare sugli aspetti lessicali: così l'articolo 2, dedicato alle definizioni, fornisce una serie di elementi utili a chiarire il contesto in cui si opera riguardo gli alloggi (sociale, risulta), la locazione permanente, le tipologie di attività edilizie previste, il canone (effettivo e sovvenzionato), le convivenze di fatto, gli ospiti, per avere la certezza di fare riferimento alle stesse cose. Requisiti soggettivi degli inquilini assegnatari, con riferimenti pure alla condizione di non proprietà; inoltre, emanazione del bando di concorso, presentazione delle domande e istruttoria, elementi indicativi dello stato di bisogno, formulazione della graduatoria, riserva di alloggi per particolari categorie e per pubblica utilità, fra gli argomenti dell'articolato; ma anche occupazione dell'alloggio, annullamento e revoca dell'assegnazione, canone di locazione. E ancora: cambio alloggio, successione nell'alloggio e trasferimento nell'assegnazione, piani di vendita e criteri per la cessione in proprietà e riacquisizione degli alloggi venduti; fondo sociale, iniziative finanziabili, controlli e verifiche nei confronti degli assegnatari.

CANONE - L'altra novità sottolineata è quella riguardante i valori per la determinazione del canone, prima sulla base dell'Isee -Indicatori della situazione economica equivalente dell'assegnatario - ora distinti in Ise (indicatori della situazione economica) e Isee, con i nuovi tetti (40mila e 20mila euro rispettivamente), per un canone congruo e parametrato che tiene conto anche del tipo di alloggio. Oltre a confermare le condizioni di sostegno sociale sono stati introdotti anche nuovi indicatori di bisogno (morosità incolpevole, vittime di violenza).

IMMIGRATI E ITALIANI - «La Giunta Serracchiani toglie nei fatti il diritto alla casa degli italiani meno abbienti per consegnarlo agli immigrati. Il nuovo regolamento - attacca il consigliere di Autonomia responsabile Roberto Revelant -, azzera (invece di elevarli), i punteggi per gli anni di residenza del richiedenti alloggi Ater e privilegia invece il numero dei figli, spalancando di fatto le porte delle case Ater soprattutto agli immigrati extracomunitari e penalizzando gli italiani. Riemerge l'atteggiamento di una Giunta condizionata dall'ideologia dell'estrema sinistra che privilegia alcune categorie di persone rispetto ai cittadini italiani. Una Giunta che non si accorge della tensione che sta salendo in ogni parte del territorio regionale, dove ai cittadini italiani, oltre al lavoro e la casa, giorno dopo giorno stanno venendo a mancare le fondamenta per un futuro».

ALMENO DUE ANNI DI RESIDENZA - «La fissazione è quella di chi continua a usare gli impatti emotivi che derivano da un argomento delicato come quello degli immigrati e della casa, inventando cose che nei fatti non esistono. Questa non è certo correttezza amministrativa, che soprattutto di fronte a tali argomenti sarebbe richiesta anche a chi sta all'apposizione». A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Vittorino Boem, presidente della IV commissione, che aggiunge: «È previsto il requisito di due anni di residenza per poter beneficiare delle case Ater, tutti gli altri requisiti sono legati allo stato di bisogno delle persone. Gli indicatori dello stato di bisogno sono tutti chiaramente elencati nel regolamento attuativo all'articolo 8 e si riferiscono alla condizione soggettiva dei beneficiari - spiega Boem -. La Conferenza dei direttori ha comunque potere di introdurre ulteriori criteri, che non possono superare quelli del bisogno e che devono essere uniformi sul territorio regionale. Per l'ennesima volta ricordiamo che, grazie alla legge, si passa da tanti regolamenti, uno per ogni Ater, a un unico regolamento regionale con requisiti uniformi su tutto il territorio».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ater, nuovi canoni e criteri di assegnazioni: bagarre nella IV Commissione regionale

TriestePrima è in caricamento