Cronaca

Crepaldi attacca gli intellettuali liberali: "Ogni anno a spararla più grossa"

Nel corso dell'omelia dell'Epifania l'arcivescovo ha attaccato quelli che hanno accostato "al nome di Cristo parole come "gay, pedofilo o sardina" e convinti "di essere i depositari di non si sa quale arcana verità". Il riferimento ai manifesti comparsi a Roma prima di Natale

L'arcivescovo Crepaldi, nel corso dell'omelia pronunciata oggi durante la celebrazione eucaristica nella solennità dell'Epifania del Signore ha condannato coloro che hanno accostato al nome di Gesù parole com "gay, pedofilo e "sardina", fino a più sofisticate interpretazioni "dei testi scritturistici che lo hanno privato della natura divina".

In particolare, il numero uno della chiesa triestina ha puntato il dito contro gli intellettuali liberali che "convinti di essere i depositari di non si sa quale arcana verità, pretendono di esercitare autorevolmente la missione di liquidare la regula fidei su Cristo alla quale ci riferiamo noi cristiani con la recita del Credo, naturalmente in nome del progresso umano di cui solo loro possiedono le chiavi di accesso. Sempre loro e sempre quelli, ogni anno a spararla più grossa, spacciando patacche cristologiche in nome del progresso". 

In seguito l'arcivescovo ha ricordato la santa tradizione ecclesiale legata ai Magi, invitando i fedeli ad adorare "il Dio vivente in quel Bambino, povero, umile, che giaceva in una mangiatoia e meritava tutta la loro adorazione, la loro fede e la loro preghiera". Infine sono stati conferiti i ministeri del lettorato e dell'accolitato a Simone Bigi e Marco Eugenio Brusutti. "Sono due ministeri - ha detto l'arcivescovo Crepaldi - che trovano la loro ragione a partire da Cristo, che vanno esercitati in Cristo e che contribuiscono a far crescere il suo corpo ecclesiale nella santità".

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