Lunedì, 15 Luglio 2024
A fine mese le motivazioni della sentenza

Omicidio Trajkovic, i genitori di Robert: "L'assassino non era solo"

Peter e Slavica Trajkovic, in un'intervista rilasciata a TriestePrima, sostengono il fatto che Ali Kashim, il ventunenne condannato ad oltre 20 anni di reclusione, non sarebbe stato da solo al momento dell'omicidio. "Non vogliamo vendetta, ma solo verità e giustizia"

TRIESTE - “Quando Ali ha ucciso Robert non era da solo. C’erano altre persone presenti, che ora sono libere. Abbiamo fiducia nella giustizia e non ci fermeremo, conosciamo persone pronte a testimoniare in tribunale”. Lo sostengono i genitori di Robert Trajkovic, il diciassettenne ucciso nel gennaio di un anno fa da Ali Kashim, condannato lo scorso luglio a 23 anni di carcere. Peter e Slavica Trajkovic, in un'intervista a TriestePrima, ribadiscono la loro rabbia e insoddisfazione per la sentenza, confermando l'intenzione di ricorrere in appello subito dopo la deposizione delle motivazioni, in programma a fine mese. “Le indagini sono state scarse - sostiene Peter - e manipolate”. Molto tesi, nel frattempo, i rapporti tra i Trajkovic e i parenti di Ali Kashim. In seguito a dei litigi, infatti, la famiglia Kashim ha sporto nei mesi scorsi due denunce contro Peter e Slavica, che parlano però di "accuse false". 

Il dolore e quella candela per Robert

Nel frattempo la vita continua nonostante un dolore impossibile da consolare: “Sento ancora la presenza di Robert - spiega Slavica -, ogni giorno prego per lui due volte, gli compro ancora i vestiti, gli cambio le lenzuola e gli lascio delle sigarette perché so che fumava di nascosto da suo padre. E intanto vivo nell’ansia, ogni due settimane sto così male da dover andare al pronto soccorso”. La madre non si dà pace. “A volte vedo la sua ombra - continua -, il 24 settembre sarebbe stato il suo diciannovesimo compleanno, gli porterò i regali al cimitero. Abbiamo acceso per lui una candela, non l’abbiamo mai spenta da quando se n’è andato e rimarrà accesa fino al giorno della mia morte”.

"Vogliamo verità e giustizia"

Quando saranno depositate le motivazioni della sentenza i Trajkovic, assistiti dall’avvocato di parte civile Gabriella Frezza, avranno facoltà di impugnarla entro 30 giorni dall'atto della notifica. Ali Kashim sta scontando la sua pena nel carcere di Udine, ma per il padre di Robert “deve rimanere in carcere a vita, invece potrebbe uscire tra 10 anni e rifare quello che ha fatto. Noi non vogliamo vendetta, ma solo verità e giustizia. Devono pagare tutti, fino a quel momento non riusciremo a trovare pace”.

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