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Martedì, 27 Febbraio 2024
La decisione

Omicidio di via Foscolo, nessuna misura cautelare per il padre che ha ucciso il figlio

La decisione è stata comunicata dal procuratore capo Antonio De Nicolo. "E' stato deciso di non sottoporlo ad alcuna misura cautelare, non è in stato di fermo". Il fatto ha i contorni della tragedia famigliare. "Verrà sentito non appena starà meglio e si rimetterà". Dopo la morte della madre i servizi sociali del Comune si erano messi in contatto con la famiglia. "E' devastante, oggi cala un velo di tristezza enorme" così Carlo Grilli

TRIESTE - La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario ma al momento Marino Petronio, il sessantasettenne che nella serata di ieri 16 marzo a Trieste ha ucciso il figlio disabile, non verrà sottoposto ad alcuna misura cautelare. La decisione è stata comunicata dal procuratore Antonio De Nicolo, raggiunto telefonicamente da chi scrive. "Non sappiamo ancora se sia possibile interrogarlo - così De Nicolo -, comunque non appena sarà possibile lo faremo". Secondo la Procura il fatto assume i contorni di "una tragedia famigliare. Venuta a mancare la moglie, elemento cardine, è emersa tutta la fragilità di fondo. Non è uno scatto d'ira improvviso, quest'uomo non può essere un pericolo per gil altri. Per questo motivo abbiamo deciso di non sottoporlo ad alcuna misura cautelare". 

"Nessuno pensava che sarebbe potuta finire così"

Marino Petronio rimane ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Cattinara dove è stato operato d'urgenza nella tarda serata di ieri. L'uomo non è in stato di fermo. Il giorno dopo si apre l'ennesima pagina triste per la città di Trieste. I servizi sociali del Comune si erano già messi in contatto con la famiglia per favorire il percorso di padre e figlio rimasti soli dopo la morte della madre. Antonella Visentin era deceduta lo scorso sabato, in quello stesso appartamento dove si è consumata la tragedia. L'assessore al Sociale Carlo Grilli conosceva bene la situazione. "Oggi c'è un velo di tristezza molto pesante - ha commentato -. La situazione era fragile, la mamma era la figura predominante. Nessuno pensava che sarebbe potuta finire così. Nessuno, né io, né gli uffici, né la cooperativa che gestiva il giovane. Oggi la morte di deve colpire tutti". Nella mattinata di oggi solo qualche condomino aveva voglia di parlare. Una persona residente nel palazzo ha riferito che in precedenza ci sarebbero stati alcuni episodi di violenza all'interno dell'appartamento. 

"So che avevano fatto tutto il possibile"

"Questa è una città che generalmente arriva prima - così Grilli alla domanda se non serva una riflessione profonda sui tempi e sulle gestioni dei singoli casi -, nel nostro campo non dovrebbero, ma sono cose che possono accadere, come in tutte quelle situazioni in cui la fragilità è tale da perdere di vista le cose. Io non mi sento di condannare nessuno, né di denunciare che in questa città non si sia attenti. Non mi sento di farlo soprattutto perché quando vedo le facce tristi degli operatori che ogni giorno sono in prima fila, allora capisco che avevano fatto tutto il possibile. Per noi è devastante". 

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