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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Il punto del vicegovernatore

Omicron fa meno paura negli ospedali: si guarda con fiducia a una nuova normalità

Il vicegovernatore Riccardi è ottimista: "I vaccini sono efficaci per prevenire ricovero. Finora garantito trattamento in terapia intensiva a tutti"

"La variante Omicron si è diffusa in Friuli Venezia Giulia circa quindici giorni dopo alle altre regioni italiane e di conseguenza anche il picco di contagi è stato raggiunto successivamente. A partire dalla scorsa settimana stiamo assistendo a un progressivo calo del tasso di infezione che ci fa guardare al quadro attuale con ottimismo. L'area pordenonese è al momento quella dove il virus circola maggiormente, ma la domanda ospedaliera e l'occupazione delle terapie intensive sono molto ridotte rispetto alle precedenti ondate del Covid-19". È questo il concetto espresso dal vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute Riccardo Riccardi nell'incontro di questa mattina con i presidenti degli ambiti socio-sanitari afferenti all'Azienda sanitaria Friuli Occidentale, durante il quale ha ribadito "l'efficacia del vaccino per evitare forme gravi di Covid-19 come si evince confrontando l'indice di mortalità nei sette giorni del 24 gennaio 2021 con quello di quest'anno: 12,6 decessi ogni 100mila abitanti contro 4,4. Un calo del 65 per cento".

L'efficacia del vaccino

Riccardi ha esposto i dati che confermano l'efficacia del vaccino. "Dal 22 al 28 gennaio il tasso di infezione tra i non vaccinati è stato quasi triplo rispetto ai vaccinati: 4.836 casi ogni 100mila persone contro 1.738 casi ogni 100mila persone. Inoltre per i non vaccinati il rischio di ospedalizzazione è più che doppio, come dimostrano i dati del 28 gennaio quando nelle corsie degli ospedali regionali si sono registrati 206 positivi non vaccinati (68 ogni centomila) e 278 vaccinati (31 ogni centomila). Nel caso delle terapie intensive il rischio per chi non è protetto si decuplica: nella stessa giornata su 39 ricoverati ben 30 erano non vaccinati, 99 ogni milione contro 10 ogni milione. Parallelamente aumenta notevolmente anche il rischio di morte, dato che su 153 decessi registrati nella settimana dal 22 al 28 gennaio ben 34 riguardano cittadini non immunizzati (113 ogni milione di persone) e 36 persone vaccinate (40 ogni milione)".

Riccardi ha rimarcato che "anche se gli obiettivi imposti dal generale Figliulo sono stati raggiunti la nostra regione è ancora di poco al di sotto della media nazionale per percentuale di vaccinati, in particolare per alcune fasce d'età, come quella tra 12 e 19 anni e quella tra 50 e 59 anni".

Verso una una rimodulazione dell'attività ospedaliera

Il vicegovernatore ha evidenziato che "la variante Omicron ha evidentemente portato a un mutamento della situazione, con una maggiore incidenza del virus ma anche un minore rischio per la salute, e di conseguenza nelle prossime settimane, se non ci saranno ulteriori cambiamenti dovranno essere avviati dei ragionamenti su una rimodulazione dell'attività ospedaliera che consenta la piena ripresa delle attività rallentate dall'emergenza pandemica".

Trattative con i medici

Rispondendo alle richieste dei rappresentanti degli ambiti, che hanno espresso soddisfazione per l'intervento della Regione per ridurre ulteriormente il costo dei tamponi, Riccardi ha precisato che "è in corso una trattativa sindacale con i medici di medicina generale per consentire anche a loro di inserire l'esito dei tamponi antigenici rapidi nel fascicolo sanitario elettronico e di conseguenza accelerare l'emissione dei certificati di fine quarantena e isolamento".

"Terapie intensive garantite a tutti"

L'assessore alla Salute e il Governatore Fedriga hanno inoltre spiegato che "I trattamenti di terapia intensiva non solo sono stati garantiti a tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia che ne hanno avuto bisogno per il Covid e per le altre patologie ma sono stati resi disponibili anche a pazienti provenienti di altre regioni per sopperire a esigenze esterne in una doverosa ottica di solidarietà nazionale: questo la dice lunga sulla capacità di quei posti da parte del nostro sistema sanitario regionale".

"Il Piano di potenziamento delle terapie intensive - hanno spiegato - approvato a livello regionale ad agosto del 2020 e ratificato da ministeri della Salute e dell'Economia e Finanze prevede di incrementare i posti 'strutturali' di terapia intensiva di 55 unità, passando dai 120 attuali a 175 entro il 2027, secondo un cronoprogramma che viene monitorato dal Commissario per l'emergenza e rispettato. Ma 175 sono comunque già i posti disponibili qualora ce ne fosse la necessità davanti ad una domanda che oggi si attesta su 40 e mai si è avvicinata al tetto massimo previsto. Parlare di 'posti strutturali' - così Fedriga e Riccardi - significa dire che le terapie intensive saranno collocate nelle loro sedi proprie definitive, cosa che oggi si sta facendo ma ovviamente procedendo con le attività necessarie nell'ambito dei lavori di ristrutturazione che interessano gli ospedali del Friuli Venezia Giulia. Tra l'altro va altresì precisato che le risorse assegnate dallo Stato non sono sufficienti e la Regione ha dovuto trovare altre coperture per proseguire negli iter secondo i cronoprogrammi concordati". 

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