Cronaca

Omofobia, progetto anti-bullismo nelle scuole

Il bullismo omofobico è ormai un fenomeno che le istituzioni cercano di comprendere e contrastare. In questo ambito nasce il "Progetto regionale di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo omofobico" al fine di contrastare i comportamenti che causano discriminazione e danni alla società

Moduli di quattro ore per studenti di 46 classi di 14 scuole secondarie di primo e di secondo grado; percorsi di formazione per un'ottantina di operatori, tra personale della scuola e dell'orientamento; una ricerca sul campo che ha coinvolto un elevato numero di scuole e studenti del Friuli Venezia Giulia permettendo di raccogliere dati sul fenomeno del bullismo omofobico, ora all'attenzione del dipartimento di Scienze della vita dell'Università di Trieste.

Questo il bilancio del "Progetto regionale di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo omofobico", promosso dall'assessorato regionale alla Formazione e Istruzione in collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale, l'Università di Trieste e le associazioni di volontariato Arcigay e Arcilesbica.

Obiettivo del progetto è stato quello di fornire un supporto alla scuola e alle famiglie nell'affrontare le richieste di aiuto degli adolescenti. «Il bullismo omofobico - ha sostenuto l'assessore regionale Loredana Panariti - è uno dei fattori che incide non poco sul fenomeno della dispersione scolastica, in quanto sia nelle vittime sia negli autori di tali episodi si verificano cali di rendimento scolastico, depressione e isolamento sociale, con notevoli costi sociali ed economici».

«La scuola e la famiglia - ha proseguito l'assessore Panariti - sono i luoghi privilegiati nei quali trasmettere valori e comportamenti improntati all'inclusione e all'accoglienza. Inoltre, i dati raccolti nell'ambito della ricerca potranno essere un utile strumento per migliorare la programmazione degli interventi regionali di contrasto e prevenzione della dispersione scolastica».

Secondo Pietro Biasiol, dirigente vicario dell'Ufficio scolastico regionale, «questo progetto si allinea con gli obiettivi del ministero, che ha riconosciuto la gravità del fenomeno dell'omofobia e si accinge a mettere in campo delle azioni che potranno valersi anche del contributo della ricerca realizzata dall'Università di Trieste».

La responsabile del progetto per conto del dipartimento di Scienze della vita dell'Università di Trieste, Anna Pelamatti, sottolinea che gli strumenti utilizzati nella rilevazione dei dati sono supportati da letteratura scientifica nazionale e internazionale. «Il questionario somministrato agli studenti e al personale scolastico - osserva - ha l'obiettivo sia di rilevare gli atteggiamenti nei confronti delle persone omosessuali, sia di valutare la tipologia e la frequenza di comportamenti di bullismo omofobico».

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