Operatori sanitari contagiati in Fvg, per i Cinque Stelle i conti non tornano

A "denunciare" quella che viene definita "un'incongruenza" sono i consiglieri del Movimento che hanno raccolto le dichiarazioni dell'assessore regionale alla Sanità Riccardo Riccardi durante l'audizione della III Commissione

Se per la giunta Fedriga la gestione dell'emergenza sanitaria in Friuli Venezia Giulia è la migliore in Italia, una parte dell'opposizione del Consiglio regionale non la pensa così e rimarca l'assenza di risposte da parte dell'assessore regionale alla Sanità e vicegovernatore, Riccardo Riccardi. Il quadro a tinte fosche è quello emerso durante l'audizione dell'assessore alla Sanità nella III Commissione consiliare dove il numero due della giunta ha snocciolato dati incoraggianti e previsioni che tengono conto delle criticità legate all'emergenza. 

Nonostante la fotografia scattata da Riccardi abbia incontrato una generale ed inevitabile comprensione in relazione alle "difficoltà nel fronteggiare questa situazione", non sono mancate critiche da parte dei consiglieri dei Cinque Stelle in merito ad alcuni presunti ritardi nella gestione della pandemia sul territorio regionale e, soprattutto, una linea comunicativa che a molti addetti ai lavori è sembrata zoppicante. 

I conti non tornano

“Ci aspettavamo qualche risposta in più dall'audizione del vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi, sulla gestione dell'emergenza coronavirus in Friuli Venezia Giulia" questo il giudizio del Movimento. Per i pentastellati, uno dei punti dolenti sarebbe rappresentato da una "incongruenza nei numeri forniti per quanto concerne gli operatori sanitari contagiati". Per il triestino una recente riunione alla presenza dei sindacati della sanità "si è parlato di 299 casi" mentre durante l'audizione Riccardi ha fornito il dato di 188. A tutto ciò si dovrebbe aggiungere la mancanza delle motivazioni "per l'alto tasso di infezioni nel personale della sanità del Friuli Venezia Giulia rispetto alle altre regioni".

Non è un problema solo di mascherine

Un problema che secondo il Movimento Cinque Stelle "non è solo questione di mascherine e camici, ma di mancanza di protocolli e formazione. Mancanze nella catena di comando che hanno portato a una non omogeneità nelle procedure adottate tra le diverse Aziende sanitarie”. Un ulteriore "punto nero" nella comunicazione regionale sarebbe quella da ricondurre alla situazione critica nelle case di riposo e degli spostamenti del personale. L'utilizzo dei "dispositivi di protezione individuale nelle case di riposo" sarebbe arrivato in maniera tardiva. "Alcune segnalazioni di familiari degli ospiti  - continua Ussai - sostengono che, all'inizio dell'emergenza, le indicazioni erano di usare mascherine in casi molto limitati o addirittura di non usarle per non spaventare gli anziani”. 

Zalukar "spara" a zero

Anche il consigliere del gruppo Misto Walter Zalukar ha, come di consueto, "sparato" sulla gestione della Sanità. Tra risentimenti e posizioni politiche, il consigliere ha dapprima lamentato il ritardo nella convocazione della Commissione competente in materia di sanità ("sono passati due mesi dall'inizio dell'emergenza") per poi toccare il tasto dolente delle case di riposo: secondo Zalukar l'Azienda Sanitaria universitaria Giuliano Isontina ha varato il 27 marzo il Piano per le residenze per anziani e disabili ma "fino ad oggi non tutte le case di riposo interpellate hanno avuto riscontri di quanto previsto dal piano".

La richiesta dei numeri

Rivolgendosi alla giunta, Zalukar ha infine chiesto il "numero degli accessi distinti per profili professionali e su quali case, quanti anziani trattati/seguiti, e di questi quanti sospetti/positivi, quanti interventi delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), quanti tamponi eseguiti su ospiti e operatori, quanti operatori verificati/esaminati e di questi quanti sospetti/positivi". 

La difesa della giunta

A sostegno della giunta sono arrivate le dichiarazioni di Giampaolo Bidoli del Patto per l'Autonomia che ha gettato acqua sul fuoco affermando che "non è il momento di discutere la sanità regionale". La situazione "imprevedibile", sempre secondo gli alleati di governo, non può essere inserita nel calderone delle critiche al sistema. "Da più parti si sente mettere in discussione la competenza regionale sul tema della sanità. Una volta che la fase dell'emergenza sarà conclusa - così la nota di PpA - sarà bene avviare una riflessione ampia sul Sistema sanitario regionale". 
 

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