Cronaca

Arresti per camorra a Trieste, le prime reazioni politiche

Il presidente del gruppo Cinque Stelle al Senato Stefano Patuanelli e Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia: "L’operazione contro i Casalesi a Trieste dimostra quanto sia forte ancora il clan casertano e quanto sia profonda la penetrazione mafiosa al nord"

L’ombra della camorra su Trieste. È quanto emerso questa mattina dalla notizia che la Direzione Investigativa Antimafia di Trieste, in collaborazione con le sezioni di Napoli, Milano, Padova e Bologna e la Guardia di Finanza del capoluogo regionale, ha arrestato sette persone con accuse pesantissime. Le ordinanze di custodia cautelare disposte dal GIP del Tribunale di Trieste riguardano sette soggetti accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso. I soggetti arrestati avrebbero costretto professionisti e imprenditori italiani e stranieri, attraverso minacce e intimidazioni a rinunciare a ingenti crediti.

Le persone arrestate avrebbero utilizzato metodi mafiosi, si legge nella nota della DIA, “al fine di favorire gli interessi del clan camorristico dei casalesi”. Attualmente sono in corso numerose perquisizioni domiciliari a Napoli, Milano, Modena, Padova, Treviso, Udine, Portogruaro e nella stessa città di Trieste.

Le prime reazioni politiche

"L’odierna operazione contro il clan dei Casalesi che hanno messo in campo estorsioni contro imprese e professionisti a Trieste dimostra quanto sia forte ancora il clan casertano e dall’altra parte quanto sia profonda la penetrazione al nord". Le prime reazioni politiche non si sono fatte attendere. Le parole sono quelle del triestino Stefano Patuanelli, presidente del gruppo Movimento Cinque Stelle al Senato e di Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia.  

"L’operazione condotta dalla Procura di Trieste è però assolutamente incoraggiante perché ogni giorno vengono eseguiti arresti e smantellati clan, in tutta Italia. L’attenzione è altissima e non c’è nessuna zona franca in questo Paese per le mafie. Doveroso il plauso alla magistratura e alle forze dell’ordine che devono sentire vicino tutta la politica in questa battaglia quotidiana per la legalità". 

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