Cronaca

Operazione "Mare Sicuro", il report dell'estate 2018

Dal 16 giugno al 16 settembre sono stati 85 i verbali amministrativi, 103 le persone soccorse e quattro le persone recuperate prive di vita. Le violazioni in materia di diporto e pesca rappresentano più del 50 per cento dei verbali

Riceviamo dalla Capitaneria di Porto di Trieste e pubblichiamoi integralmente. 

L’operazione Mare sicuro 2018 è iniziata, come tutti gli anni, con una fase preparatoria improntata alla sensibilizzazione di organizzazioni, società, enti ed utenza marittima sul rispetto delle norme dettate per l’uso del mare, con particolare riguardo al contenuto delle ordinanze relative alla sicurezza balneare.

Nel corso di visite ispettive ai circoli nautici e alle società di noleggio di unità da diporto, sono state effettuate numerose visite per il rilascio del cosiddetto “bollino blu”, che permette una diminuzione dei controlli ripetitivi da parte delle diverse forze di polizia operanti in mare, a seguito di verifica delle dotazioni nautiche e dei documenti di bordo delle unità stesse; si è colta l’occasione degli incontri con i diportisti per ricordare in particolare le prescrizioni di sicurezza relative alla circolazione lungo la fascia di mare costiera, soprattutto in presenza di bagnanti e di operatori subacquei.

E’ stata evidenziata l’importanza dell’immediata segnalazione di emergenze e situazioni di pericolo al numero blu 1530 e, come di recente previsto, al numero 112, numero unico d’emergenza europeo.

La fase operativa, svolta dal 16 giugno al 16 settembre, è stata eseguita con una accurata pianificazione, su base settimanale, delle uscite giornaliere, sia delle pattuglie terrestri che delle motovedette in mare, intensificandone la presenza durante i fine settimana e il periodo di ferragosto; l’attività è stata tesa a garantire una puntuale azione di vigilanza, allo scopo di prevenire ed eventualmente reprimere condotte irresponsabili o attività illegali. E’ stata inoltre intensificata, come per il passato, l’attività svolta a tutela delle risorse ittiche e dell’avifauna che popolano la riserva Marina Protetta di Miramare.

Al fine di assicurare la libera fruizione a tutti i cittadini dei beni demaniali destinati alla balneazione e alle attività nautiche, sono stati svolti quest’anno con maggiore frequenza, nell’ambito di operazioni nazionali denominate “Spiagge e Acque libere”, specifici controlli alle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio per individuare illecite occupazioni di spiagge libere, anche solo con attrezzature non regolarmente rimosse o con gavitelli d’ormeggio privi di concessione demaniale; gli interventi hanno avuto come riscontro tre segnalazioni all’autorità giudiziaria.

La presenza sul territorio, con il continuo pattugliamento del litorale e delle acque di competenza, ha costituito un sicuro deterrente per la commissione di violazioni, stimolando sia i fruitori del mare che i gestori dei servizi ad operare nella massima sicurezza e liceità. Dimostrazione di ciò è la contestazione di nr. 15 illeciti amministrativi su nr. 4052 controlli eseguiti.

Contenuto anche il numero delle unità soccorse e delle persone assistite, nella maggior parte dei casi per avarie all’apparato propulsivo o per i noti problemi di arenamento, soprattutto nelle zone di mare antistanti il litorale gradese, anche a causa dei bassi fondali e del fenomeno della marea.

Il soccorso più complesso si è svolto nella notte tra il 13 e il 14 agosto, in occasione di uno dei rari, quest’anno, fenomeni di improvviso maltempo; un natante da diporto diretto dalla costa croata a Grado, in difficoltà per problemi gravi al motore e con le vele danneggiate, non ha saputo comunicare correttamente la propria posizione né mantenersi in contatto con le sale operative di Monfalcone e Trieste e le ricerche di tre motovedette hanno avuto buon fine solo dopo sei ore.

I decessi verificatisi sono stati tutti imputati a malori, spesso legati alle condizioni climatiche con elevate temperature e forti sbalzi termici all’entrata in mare dei bagnanti; in un caso la situazione di pericolo è stata aggravata dal tentativo, vano, di portare soccorso ad un diportista caduto dalla propria imbarcazione senza chiedere preventivamente l’intervento dei mezzi della Guardia Costiera, che hanno poi salvato una delle due persone disperse ritrovandola fortunosamente nella zona dell’incidente, ma rischiando conseguenze di ancora maggiore gravità.

L’attività di uomini e mezzi delle Capitanerie di porto del Friuli Venezia Giulia continuerà nei prossimi giorni, come tutti gli anni, con l’attività svolta durante le molteplici regate e manifestazioni collaterali della Barcolana, per rendere ancora una volta sicura e fruibile al maggior numero possibile di utenti del mare la grande festa di Trieste e del suo golfo.

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