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Operazione Metallica2014: scoperte e sequestrate due discariche abusive in città

Trattato anche l'amianto. Una situata in via Rio Primario (gestita da nomadi) e l'altra in via San Sabba, sono state poste sotto sequestro preventivo disposto dai GIP

L'operazione denominata "Metallica2014" nasce dalla sensibilità sempre maggiore sviluppata nel corso degli anni dall'Amministrazione Comunale e dalla Polizia Locale, in particolare, che hanno trovato nella Procura della Repubblica il partner ideale per prevenire e reprimere anche sul nostro territorio i fenomeni criminali legati allo sfruttamento dei rifiuti e del territorio.

Due sono le discariche di rifiuti speciali a cielo aperto scoperte dal personale della Polizia Locale nella giornata di ieri: un'operazione portata a termine dopo mesi d'indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Trieste (Gruppo Tutela Ambiente) e che ha coinvolto una cinquantina di operatori della PL portando alla luce un giro d'affari illecito del valore di centinaia di migliaia di euro.

Le due discariche abusivamente create su terreni di proprietà del Comune di Trieste, una situata in via Rio Primario e l'altra in via San Sabba, sono state poste sotto sequestro preventivo disposto dai GIP.

Le due aree, così come accertato durante le indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Trieste, sono state occupate e ridotte a vere e proprie discariche abusive; sotto la parvenza della raccolta di materiali ferrosi, tra l'altro nemmeno questa effettuata con regolarità normativa, due gruppi distinti di persone, indipendenti tra loro, effettuavano un vero e lucroso servizio di discarica, trattando, senza alcun accorgimento, anche rifiuti speciali e pericolosi.

In alcuni casi veniva trattato anche l'amianto, nelle sue varie forme, come dimostrato anche dalle analisi effettuate su alcuni campioni prelevati.

Una discarica, quella di via Rio Primario, veniva gestita da una famiglia abitante nel vicino campo nomadi: queste le iniziali dei tre uomini coinvolti C.A. , C.G. entrambi di 29 anni e C.C. di 63 anni. I tre uomini raccoglievano in proprio materiali di ogni tipo rivendendolo successivamente a peso ad un'impresa della provincia di Udine. La stessa prelevava a cadenze più o meno regolari tonnellate di materiali vari, con formulari e documentazioni di trasporto, previste per legge, ma incompleti, inesatti o che indicavano provenienze diverse da quelle reali.

I tre uomini sono stati indagati con le ipotesi di reato dell'art. 110, 633 e 639 bis del Codice Penale (occupazione abusiva aggravata in concorso), e per plurime violazioni contravvenzionali degli art. 256 e 259 del Decreto Legislativo 152/06 (Testo unico ambientale).

Durante la perquisizione di via Rio Primario è stato rinvenuto materiale contenente fibre di amianto e pertanto è stato richiesto anche l'intervento dei VV.FF. per la messa in sicurezza dei luoghi.

L'altra discarica, quella di via San Sabba, veniva gestita da altre quattro persone, 3 uomini e una donna: S.R.L. di 64 anni, S.C. di 39 anni, L.F. di 38 anni e L.A. di 18 anni.

Il gruppo, in uno spazio adiacente alle loro abitazioni in via San Sabba, riceveva da molteplici soggetti rifiuti ferrosi e non, lavatrici, condizionatori, computer, pneumatici, etc. senza la minima attenzione alle modalità di tenuta dei materiali sul suolo.

Talvolta, eliminavano parte del materiale privo di valore con appositi fuochi improvvisati, pericolosi ed altamente inquinanti. Anche in questo caso un'impresa più grossa ed all'apparenza perfettamente in regola con la normativa si recava sul luogo e caricava tutto il materiale indistintamente. Per questa ragione la Procura avrebbe iscritto anche loro nel registro degli indagati con le ipotesi di reato degli art. 110, 633 e 639 bis del Codice Penale, plurime violazioni contravvenzionali degli art. 256 e 259 del D.lvo 152/06 (Testo unico ambientale) e del delitto di cui all'art 256 bis cc.1 e 3 del D.lvo 152/06 (come recentemente introdotto nell'ambito della vicenda terra dei fuochi).

Le indagini della PL hanno accertato anche che, in alcuni casi, i responsabili hanno deliberatamente incendiato vari rifiuti, in palese e grave violazione delle norme in materia.

Oltre alle due aree sono stati sequestrati, sempre su disposizione dell'Autorità Giudiziaria tutti i mezzi adoperati dai due gruppi per il trasporto dei rifiuti, per un totale di sei camion, un'autovettura e una ruspa, intestati a vari soggetti.

Durante l'esecuzione dei sequestri sono state perquisite anche tutte le abitazioni e le sedi delle ditte, perlopiù ditte edili e di termo idraulica, coinvolte a vario titolo nella vicenda e nella cosiddetta filiera dei rifiuti.

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