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Maxioperazione contro la ‘ndrangheta: arrestato Gianluca Callipo, a Trieste "guidò" i giovani sindaci italiani

Il sindaco di Pizzo figura tra le 334 persone arrestate nell'ambito della "Rinascita-Scott", indagine avviata dalla Procura di Catanzaro e che ha messo in campo 3000 carabinieri in tutta Italia. Nel 2016 aveva presieduto i lavori della sezione giovani

Nell’aprile del 2016 a Trieste aveva presieduto la VII assemblea dell’Anci Giovani parlando di legalità, amministrazione e buone pratiche mentre questa mattina è stato arrestato con l’accusa di un presunto concorso esterno in associazione mafiosa. Tra i nomi eccellenti finiti in quella che è stata definita la più grande operazione antimafia dopo il maxi processo di Palermo, c’è anche il sindaco di Pizzo Calabro Gianluca Callipo che proprio tre anni fa fu tra i protagonisti dei lavori svoltisi all’interno della stazione marittima.

La maxi inchiesta

L’operazione “Rinascita-Scott”, così ribattezzata dagli investigatori della Procura di Catanzaro e condotta dal procuratore capo Nicola Gratteri, ha visto in azione circa 3000 carabinieri in molte regioni d’Italia, portando a 334 arresti e al sequestro di beni e immobili per un valore di 15 milioni di euro. Sono 260 le persone condotte in carcere, 73 quelle finite ai domiciliari e cinque infine raggiunte dal divieto di dimora. Tra di loro molti politici, avvocati, commercialisti e massoni, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio e altri reati aggravati dalle modalità mafiose.

Le accuse

A grandi linee, Callipo sarebbe accusato di avere contribuito, come riportato da Il Quotidiano del Sud, “al rafforzamento, alla conservazione ed alla realizzazione degli scopi della locale di ‘ndrangheta di San Gregorio (cosa Razionale-Gasparro) e della ‘ndrina di Pizzo operante sul territorio. Nello specifico, come riporta sempre la testata, la vicenda coinvolgerebbe il ristorante Mocambo e riguarderebbe una presunta “omissione illegittima di compiere qualsiasi atto amministrativo che potesse dare concreto esito all’esecuzione dell’ordinanza emessa dall’ufficio urbanistico del comune di Pizzo, avente come oggetto la revoca dell’agibilità dei locali di cui trattasi per mancanza di regolare allaccio alla rete fognaria”.

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L'assemblea dell'Anci a Trieste nel 2016

Nel 2016 Callipo si trovava a capo della sezione giovani dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani e venne a Trieste per i lavori della VII assemblea rivolta agli amministratori under 35. In quell’occasione, fotografato assieme al senatore Ettore Rosato e all’allora ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, affermò, come riportato dall’Ansa, la necessità per il nostro Paese di modernizzarsi per vedere “maturare una nuova generazione di amministratori pubblici, che chiudano il tempo di una vocazione utilitaristica della politica, che ci appartiene sempre meno".

La Procura vuole vederci chiaro

Callipo, nell’edizione intitolata “La città che vorrei, noi giovani al lavoro per l’Italia”, aveva lamentato anche le “troppe intimidazioni agli amministratori comunali” richiamando i limiti delle “semplici manifestazioni di solidarietà” e auspicando infine un impegno diverso in questo campo. Ora la Procura di Catanzaro, che ha messo nero su bianco 250 pagine di capi di imputazione complessivi all’interno dell’ordinanza di oltre 13 mila pagine, vuole vederci chiaro.

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