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Cronaca

Bilancio di previsione 2021 - 2023, l'ira dell'opposizione: "Non tiene conto della pandemia"

Il Documento unico di programmazione è stato approvato con il voto contrario dell'opposizione di Centrosinistra, che si scaglia contro la Giunta Dipiazza: "Nessuna visione di sviluppo della città e l'illusoria convinzione che tutto tornerà come nel 2019"

Un documento che “non tiene conto delle inevitabili trasformazioni che la pandemia sta causando, con punti programmatici invariati (e disattesi) rispetto agli ultimi anni, che non contempla le problematiche ambientali e il ruolo dell’opposizione e senza alcuna visione di rilancio e sviluppo della città”. Questo in sintesi il commento dell’opposizione di centrosinistra sul Documento unico di programmazione, approvato con il Bilancio di previsione 2021 - 2023 in Consiglio comunale, con il voto contrario della stessa opposizione. 

Secondo Fabiana Martini (Pd): “Si tratta di un bilancio di ordinaria amministrazione in tempi niente affatto ordinari, senza pianificazione e programmazione per il futuro, il quale non tiene conto delle future conseguenze di una pandemia che aggraverà problemi preesistenti. Come da tradizione di questo Comune si tratta di un bilancio ‘a posto’, ma che manca di visione lungimirante e soluzioni durature per le criticità che arriveranno. Molto trascurato anche il tema ambientale”.

Per Sabrina Morena (Open Fvg): “Già nella delibera sul Porto Vecchio si evidenziava il grande impatto sul paesaggio di opere come l’ovovia, che passerà sulla testa di pedoni e ciclisti. Non c’è alcuna volontà di trasformare Trieste da città per automobili a città per i pedoni. Ignorati anche emendamenti per poter piantare più alberi onde far fronte al cambiamento climatico, e nel bilancio non c’è una voce sull’agroalimentare e sulla pesca, che in una città di mare è piuttosto grave. Il Carso e l’agricoltura vengono completamente dimenticati e mancano azioni concrete per cicloturismo e turismo culturale di alto livello, dove i musei sono valorizzati. Si punta invece a un turismo di massa, che Trieste non merita”.

Preoccupante, secondo Maria Teresa Bassa Poropat (Cittadini) “l’assenza della parola pandemia in un documento meramente tecnico. In questo ottimismo di facciata non ci si rende conto che non tutto tornerà come nel 2019, ma questa situazione drammatica può diventare l’occasione per un ripensamento complessivo. Molte persone stanno iniziando a frequentare sempre più i parchi pubblici e sarà necessario provvedere alla sorveglianza e riqualificazione dei giardini. Manca un elemento di innovazione nella progettualità sui servizi sociali, se si pensa a i disagi che la pandemia ha causato a persone fragili e bambini portatori di disabilità. Le risorse stanziate da Regione e Governo sono state travasate sulla normale gestione e non a creare progetti nuovi, come una rete non occasionale ma fortemente strutturata. Abbiamo presentato anche pochi emendamenti perché il bilancio era difficilmente emendabile, in quanto mancava una filosofia di fondo”.

Antonella Grim di Italia Viva ha specificato che “il posticipo del pagamento della Tari è avvenuto grazie ai trasferimenti che arriveranno dal Governo, così come i buoni spesa e la sospensione della Cosap, ma una diversa alocazione di risorse non c’è stata, nessuna idea autonoma su servizi educativi, sul sociale, sui servizi culturali, senza alcuna assunzione di personale specializzato nel digitale per musei e biblioteche. Speriamo inoltre che la riqualificazione di Palazzo Biserini non finisca nella lunga lista degli incompiuti, visto che serviranno 12 milioni per completare la ristrutturazione”.

Grim ha anche sollevato il nodo della piscina terapeutica: "una necessità per le persone che, soprattutto nel post pandemia, necessiteranno di cure fisioterapiche. Bene l’idea di costruire una Spa in Porto Vecchio con la collaborazione dei privati ma bisognerebbe a nostro parere costruire anche una struttura terapeutica nello stesso luogo in cui si trovava, mentre saranno semplicemente stanziati due milioni per togliere i ruderi”.

“Siamo insoddisfatti per l’inadeguatezza politica e amministrativa di questa Giunta – ha spiegato poi la capogruppo del Pd Famulari -. I punti programmatici con cui ha vinto le elezioni sono stati traditi, non c’è nessun approccio di rilancio e sviluppo per la città”, e “nessun elemento che possa costituire volano economico e occupazionale”.

Per quanto riguarda i servizi sociali, secondo Famulari, “in pandemia si sono aperte falle macroscopiche, come quella relativa all’assistenza degli anziani a domicilio nel lockdown” e durante l’amministrazione Dipiazza, in Consiglio Comunale, “il ruolo dell’opposizione è stato mortificato nella funzione di controllo e sollecitazione, rompendo una tradizione di rispetto amministrativo reciproco”.

Secondo il dem Barbo: “Sono molti gli ‘incompiuti’ di questa amministrazione, dal mercato ittico all’ortofrutticolo al Tram, e le idee poco chiare su piazza Sant’Antonio, infatti la campagna elettorale di Dipiazza sarà una fotocopia di quella precedente. La mancanza di una progettualità è provata dal fatto che, nella sezione obbiettivi strategici per il triennio a venire, molti assessori hanno inserito un copia incolla dagli anni passati. Basti pensare che tra le priorità della Giunta c’è ancora la chiusura dell’area a caldo della Ferriera”.

Igor Svab (Pd) ha infine parlato di “un emendamento, fatto proprio dalla Giunta, che parla di 12 milioni, una vera e propria variazione di bilancio, che ne stravolge completamente una parte. Non c’è stata discussione in merito ed è mancata quella trasparenza d’informazione al Consiglio tutto, maggioranza e opposizione”

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