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Aggressioni in pronto soccorso, il sindacato chiede l'intervento della Regione

Fabio Pototschnig della Fials interviene sull'ultimo grave episodio avvenuto a Cattinara ai danni di un operatore sanitario. "Necessari dei presidi fissi di Polizia, la situazione è difficile"

Riceviamo questa lettera dalla Fials e pubblichiamo integralmente.  

La seconda ondata della pandemia non tende a diminuire e gli operatori oltre a garantire l'assistenza e le cure adeguate ai pazienti Covid che accedono al Pronto soccorso, devono accogliere anche le persone che presentano altre patologie e risulta che ci sia stato un incremento complessivo giornaliero degli accessi. L'aumento dell'afflusso di persone può determinare un incremento dei tempi di attesa e questo a volte contribuisce ad alterare lo stato d'animo di qualche soggetto poco avvezzo alla convivenza sociale che per sfogare la sua insofferenza aggredisce il personale presente.

Il più delle volte questo avviene in forma verbale con offese e/o minacce, ma in alcuni casi, come quello purtroppo successo ieri al pronto soccorso di Cattinara non ci si ferma alle parole, ma si passa ai fatti e il malcapitato di turno subisce lesioni fisiche che richiedono il ricorso alle cure del medico astante con prognosi di infortunio sul lavoro. La scrivente O.S. ha più volte segnalato i pericoli che il personale sanitario corre quotidianamente nello svolgere la propria attività professionale, ma ad oggi non ci risulta siano stati adottati provvedimenti che consentano agli operatori di lavorare in piena sicurezza.

Le aggressioni il più delle volte vengono considerate come un rischio del mestiere e non vengono neanche denunciate, ma riteniamo che l'infermiere, il medico, l'OSS o qualsiasi altro operatore o cittadino presente all'accaduto, debba per nessun motivo rischiare la propria incolumità quando si trova in una struttura sanitaria.

A tal proposito il 9 settembre 2020 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 113 del 14 agosto 2020 "Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni", nella quale Legge, in caso di aggressioni, stabilisce sanzioni fino a 5.000 euro e pene fino a 16 anni di reclusione, inoltre prevede la stesura di protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi.

Ed è su quest'ultimo punto che chiediamo alla Regione FVG di intervenire, bene la campagna di sensibilizzazione avviata, ma riteniamo necessario realizzare nelle strutture ospedaliere dei presidi fissi di Polizia, al fine di salvaguardare sia la sicurezza degli operatori che degli utenti.

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