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Osservatorio Findomestic: a Trieste. Auto Nuove -28%, Elettronica -9%, Telefonini & pc +1%

Il Friuli Venezia Giulia si posiziona la terzo posto nella graduatoria delle regioni italiane per reddito disponibile.Trieste, con 23.556 €, si conferma la provincia a maggiore disponibilità di reddito e si colloca  al terzo posto (dopo Milano e...

Il Friuli Venezia Giulia si posiziona la terzo posto nella graduatoria delle regioni italiane per reddito disponibile.
Trieste, con 23.556 ?, si conferma la provincia a maggiore disponibilità di reddito e si colloca al terzo posto (dopo Milano e Bologna) nella graduatoria delle provincie italiane.
L'unico comparto che cresce nei beni durevoli, seppure di poco, è quello dell'Information Technology.
Le auto nuove sono state quelle che hanno subito le perdite maggiori all'interno del segmento "durevoli" con un calo del 25,7%.
Mobili, elettrodomestici ed elettronica di consumo hanno registrato flessioni più consistenti che a livello nazionale.
I mobili, che nel 2012 sono la prima voce di spesa per le famiglie friulane, premiano la performance di Udine. Nel 2012 il Friuli Venezia Giulia, con un reddito disponibile di 20.690 euro pro capite, supera di 10 euro per abitante il valore del Trentino Alto Adige, posizionandosi al terzo posto nella graduatoria delle regioni italiane.
La flessione rispetto all'anno precedente è del 2,5%, in linea con il dato italiano (-2,3%).

Nel 2012, nella Regione, la spesa media per famiglia per beni durevoli è scesa a 2.092 euro, evidenziando una flessione del 16,3%, più modesta solo di quella registrata nelle Marche (-16,9%) e in Valle d'Aosta (-17,3%).

? Auto e moto
Le auto nuove sono state quelle che hanno subito le perdite maggiori all'interno dei beni durevoli con un calo del 25,7%, maggiore di tre punti del dato nazionale.
La flessione delle auto usate è in linea con il dato nazionale, registrando una diminuzione del 12,1%.
I motoveicoli scendono del 27%, mentre il dato nazionale registra un meno 20,4%.
Nel 2012 le famiglie hanno immatricolato 20.094 auto per 306 mln di euro e nella regione c'è stata una spesa media per famiglia di 534 euro, in contrazione rispetto ai 727 del 2011. Le aziende hanno invece immatricolato 5.715 auto, con una flessione del 20% rispetto all'anno precedente. Il calo del mercato "famiglie" è stato del 26,8%.
Il parco circolante delle moto è sceso dell'1,3%, in linea con il dato italiano. Le vendite si sono contratte del 29% ed il numero di pezzi venduto si è assestato sulle 4.690 unità, dalle 6.603 del 2011. La spesa per nucleo famigliare è diminuita del 30% circa.

? Mobili
In comparti che esercitano un peso consistente sulla spesa complessiva, come i mobili, si sono registrate flessioni più ampie della media nazionale: -8,4% rispetto al -6,8% italiano: la spesa complessiva è infatti passata da 1.388 mln di euro del 2011 ai 1.355 del 2012 e la spesa per nucleo è scesa dai 785 ai 620 euro.

? Elettrodomestici
Una performance peggiore di quella media nazionale ha riguardato gli acquisti di elettrodomestici, che hanno visto una flessione del 9,8%, contro quella nazionale del 6,8%. Gli acquisti si sono contratti dagli 88 mln di euro agli 80, con la spesa media che è passata da 156 euro a 139 euro.

? Elettronica di consumo,
La contrazione è stata decisamente più forte che in Italia con un -21,6 contro una flessione nazionale del 11,8%. I consumi complessivi sono infatti passati da 67 mln di euro ai 52 e la spesa per famiglia da 118 euro a 91.

? Information Technology
Il comparto ha registrato in regione un incremento +1,2% contro un calo dello 0,6% nazionale. La spesa è passata da 45 mln di ero ai 46 mln.


Le Province

Trieste, con 23.556 ?, si conferma la provincia a maggiore disponibilità di reddito e si colloca al terzo posto (dopo Milano e Bologna) nella graduatoria delle provincie italiane. Il capoluogo del Friuli Venezia Giulia fa segnare anche la minor diminuzione percentuale rispetto al 2011 (-2%). S
eguono Udine -2,1% ( con 20.473 ?), Gorizia -2,4% (con 19.311 ?) e Pordenone -3,6% (con 19.564 ?).

La spesa per beni durevoli è scesa in tutte le provincie, in particolare a Pordenone e Gorizia ( rispettivamente al -18% e -17,4%), che registrano una performance peggiore della media nazionale in tutti i comparti, ad eccezione dell'elettronica di consumo per la prima, di quello dei mobili per la seconda. Udine e Trieste mostrano, invece, un andamento migliore, con una flessione della spesa in beni durevoli del -15,4% e -15,7% rispettivamente.

Il mercato delle auto nuove, tra i più colpiti dalla crisi economica, fa registrare cali minori a Udine -22,2% e Pordenone -25,9.
A Trieste la diminuzione della spesa per questo comparto raggiunge il -28,4%.
Picco di perdite a Gorizia: -32,9%.
Va meglio per i consumi di auto usate, che mostrano risultati maggiormente omogenei: - 11,8% a Trieste, -11,9% a Udine, -15,3% a Pordenone e -15,4% a Gorizia. A subire le perdite più pesanti è stato il comparto dei motocicli, che fa registrare il calo più significativo nella provincia di Pordenone - 34,8%. Risultati simili per Gorizia -27,5% e Udine -27,3%. Variazione minore per Trieste: -22,7%.

I mobili, che nel 2012 diventano la prima voce di spesa per le famiglie friulane, premiano la performance di Udine, grazie a volumi complessivi di spesa pari a 157 milioni di ? seguita, a distanza,da Pordenone con 87 milioni, Trieste con 70 milioni e Gorizia con 41 milioni.

Gli 88 milioni di ? spesi complessivamente per elettrodomestici grandi e piccoli in Friuli sono stati suddivisi tra i 35 milioni spesi a Udine (-9,6% rispetto al 2011), i 20 milioni a Pordenone (-9,7%), i 15 milioni a Trieste (-9,8%) e i 9 milioni a Gorizia (-10,8%).

Brusco calo di acquisti per l'elettronica di consumo che fa segnare diminuzioni significative in tutte le provincie: Pordenone -20,7% (13 milioni ?), seguita da Udine -20,8% (23 milioni ?) e Trieste - 23,0% (10 milioni ?). Risultato peggiore per Gorizia, che fa segnare una contrazione rispetto al 2011 del -24,5%.

Il comparto dei prodotti per l'informatica, al contrario, mostra segnali di ripresa.
A guidare la spesa per questi prodotti è sempre Udine con 20 milioni di ? (+1,4%), seguita da Pordenone con 12 milioni (+1,4%),
Trieste con 9 milioni (+0,9%) e Gorizia con 5 milioni (+0,7%).


Alcune tendenze che si riscontrano anche in Friuli Venezia Giulia

Anche in quest'area gli eventi politico - economici degli ultimi anni hanno fortemente impattato sul concetto di fiducia, instaurando un modello più aderente e controllabile dai singoli individui.

Aumenta la fiducia nella sfera privata, nella famiglia, negli amici, nelle comunità solidali o in quanti sono in grado di fornire aiuto, spesso vicendevole.
Si afferma sempre di più il concetto che l'unione tra individui può fare la differenza.

Per contro, allontanandosi dalla sfera del privato, Forze Armate, Esercito e Presidenza della Repubblica sono le istituzioni che più godono della fiducia degli abruzzesi. Tra i soggetti degni più affidabili emergono gli scienziati, i giornalisti, gli imprenditori e i comici, per competenza e capacità di innovare, oppure perché svolgono un ruolo di denuncia.
Il contesto pubblico è in caduta verticale: rappresenta una realtà astratta e "distante", verso la quale ci si sente impotenti.
Tra i soggetti che perdono fiducia sono da annotare i politici, i professionisti della finanza, gli immobiliaristi e gli agenti di vendita.

In un contesto di fragilità socio-economica evidente anche la spesa delle famiglie friulane e giuliane nel 2013 ha subito evidenti contraccolpi.
I consumi sono stati fortemente penalizzati dalla dinamica del reddito disponibile.
La contrazione della spesa è intervenuta nonostante la riduzione della propensione al risparmio.
La tipologia di beni maggiormente sacrificata è stata quella dei durevoli, il cui acquisto è stato rinviato quando non strettamente necessario, aumentando così la vita media dei beni in dotazione delle famiglie. Nel 2013 hanno fatto eccezione le spese relative al comparto dell'informatica.

Ci si attende che nel 2013 le decisioni di spesa delle famiglie friulane e giuliane saranno ancora fortemente condizionate dagli effetti della manovra di bilancio e della fase recessiva sul reddito disponibile e che, anche se con una forte attenuazione rispetto al 2013, la domanda di beni durevoli si manterrà ancora in moderato calo, non riuscendo quindi ad imboccare un sentiero di recupero delle forti contrazioni degli ultimi anni.


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