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Focus sull'ovovia: dal Carso al mare in 12 minuti, ma l'opposizione è contraria

Potrà trasportare dai 1600 ai 1800 passeggeri l'ora, sarà a flusso continuo e percorrerà sei metri al secondo. Polli: “Una soluzione ecologica, silenziosa, non impattante sull'inquinamento e sul territorio". Tuttavia l'opposizione ha forti dubbi sull'efficacia nel risolvere il problema dell'accesso da nord

L'ovovia sarà in grado di trasportare dai 1600 ai 1800 passeggeri l'ora, sarà a flusso continuo e non variabile a seconda delle fasce orarie, percorrerà sei metri al secondo, porterà turisti e cittadini da Opicina al Park Bovedo in 12 minuti e comprende ne l progetto un parcheggio da 800 posti (ampliabili) in Campo Romano. Questi alcuni dei dettagli emersi nella VI commissione del Consiglio Comunale in merito al progetto che da mesi sta facendo discutere cittadini e politici e che, secondo l'assessore all'Urbanistica Luisa Polli, andrebbe a risolvere il problema dell'accesso da Nord e quindi il sovraccarico della strada Costiera e del tragitto da strada del Friuli a via Commerciale. 

“Una soluzione ecologica - ha detto l'assessore -, silenziosa, non impattante sull'inquinamento e sul territorio. Un'alternativa valida per chi scende in città dall'altipiano in auto e parcheggia in città spendendo cifre importanti, mentre con l'ovovia potrà scendere agevolmente al costo di un abbonamento dell' autobus. Un tipo di infrastruttura che in altre parti d'Italia ed Europa ha dato buoni risultati".

Il problema dell'accesso da Nord

Numerose le perplessità avanzate dai consiglieri d'opposizione, che hanno interrogato l'ingegner Giulio Bernetti (direttore del dipartimento Territorio Economia Ambiente Mobilità) e l'assessore Polli. La consigliera Bertoni (M5S) ha messo in questione l'effettivo impatto dell'ovovia sul problema dell'accesso da Nord, sollevando dubbi sull'effettiva compatibilità dell'infrastruttura con i vincoli paesaggistici.

“Nelle stime calcolate finora – ha risposto Bernetti – l'ovovia intercetterà 400 veicoli sui 1500 che arriverebbero nell'ora di punta dall'asse Monfalcone – Trieste, senza contare la quota che proviene dall'altipiano e dalla nostra provincia”. Per quanto riguarda i vincoli paesaggistici, è stato poi detto, la compatibilità dovrà essere valutata sulla base del progetto definitivo mentre al momento è disponibile solo quello preliminare. 

Perché non da Monte Grisa?

Il consigliere De Gioia (Futura) ha invece sostenuto l'importanza di un collegamento Carso – Mare, anche se “avrebbe avuto più senso farla partire da Monte Grisa, luogo più attrattivo e turistico oltre che già dotato di ampio parcheggio. Inoltre perché farla arrivare in Park Boveto e non in parcheggio a Barcola o in centro?”. Bernetti ha risposto spiegando che nella zona di Monte Grisa “esistono problemi geologici e geostatici per l'installazione dei piloni, e c'è più difficoltà a trovare un varco tra le case. La zona di Opicina consente di non dover abbattere alcuna abitazione. Anche procedere con il percorso fino al parcheggio di Barcola porta criticità logistiche non irrilevanti”.

Privacy e rischio statico nel terrapieno di Barcola

Il consigliere Toncelli (Pd) ha poi sollevato il problema della privacy nel caso le cabine dovessero passare tra le case, ma nell'eventualità, è stato risposto, le vetrate laterali saranno opportunamente oscurate per non dar modo ai passeggeri di vedere attraverso le finestre delle abitazioni. Sempre il consigliere Dem ha chiesto se l'installazione dei piloni possa rappresentare un rischio per la stabilità del terreno nell'area del terrapieno di Barcola, e Bernetti ha rassicurato sul fatto che “nel progetto di messa in sicurezza permanente del terrapieno Barcola sono state già presi in considerazione eventuali rischi geostatici derivanti dalla cabinovia. Siamo tranquilli perché si siamo affidati a professionisti del settore”.

Altre soluzioni?

Le perplessità della consigliera Morena (Open Fvg) si riferiscono invece alle criticità relative alla Bora, che terrebbe ferma la cabinovia per almeno 30 giorni l'anno. “Non sarebbe meglio utilizzare il tram e la rete ferroviaria, come suggerito dal presidente dell'Autorità Portuale, o il trasporto marittimo?”. Bernetti ha quidi dichiarato di aver interpellato personalmente Zeno D'Agostino, che si sarebbe dimostrato “possibilista verso l'ovovia e favorevole a qualunque soluzione per alleggerire l'accesso da nord, anche in vista di un possibile incremento di flussi qualora il Porto Vecchio dovesse ospitare il Terminal Crociere. Oltre a questo, il treno non è una soluzione sostenibile nelle brevi distanze”. Secondariamente l'assessore Polli ha precisato che “il tram non rappresenta una soluzione allo spostamento di massa” e che “il trasporto marittimo è soggetto a molto più di 30 giorni di stop per maltempo”.

La petizione contraria

Un parere contrario al progetto arriva anche da una voce esterna al Consiglio Comunale, l'esponente di Adesso Trieste Riccardo Laterza: ““L’ovovia è un’opera costosissima che non migliorerebbe in modo significativo né i problemi del trasporto pubblico urbano né quello dell'accesso nord alla città. Questa infrastruttura costerebbe 45 milioni di euro a cui si aggiungerebbero ogni anno più di 3 milioni di euro di costi di gestione ordinaria. Sulla richiesta di realizzare al posto dell’ovovia una rete di moderni tram è stata lanciata una raccolta firme (www.change.org/TriestehavogliadiTramnondiOvovia) già sottoscritta da 2700 persone".

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