Lunedì, 22 Luglio 2024
Il discusso progetto

Ovovia "bocciata" dalla valutazione ambientale della Regione

La Vinca conferma “un’incidenza ambientale” in merito al tracciato dell’impianto. Sarà ora possibile, per il Comune, presentare domanda per un'altra valutazione a fronte di "interventi compensativi". Insorgono le opposizioni

TRIESTE - Parere negativo per l'ovovia da perte della Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile della Regione, che ha pubblicato un decreto relativi alla valutazione di incidenza ambientale (Vinca) di secondo livello. La valutazione è stata pubblicata ieri ma già due settimane fa l'assessore Scoccimarro aveva riferito al Comune tramite Pec che la Vinca confermava "un'incidenza ambientale" del tracciato della cabinovia "interessando un sito di interesse comunitario". Il percorso dell'impianto a fune, infatti, si estenderebbe nella zona del Bosco Bovedo, zona protetta e classificata dall'Ue come "Natura 2000", ad alta presenza di biodiversità. Sarà ora possibile, per il Comune, presentare domanda per un'altra valutazione a fronte di "interventi compensativi".

Nel testo della valutazione ambientale si legge che “l’infrastruttura determina perdita di habitat di specie di interesse comunitario […] dove invece andrebbero previste misure speciali di conservazione […] per garantire la sopravvivenza e la riproduzione di dette specie”. La relazione sottolinea le “incidenze negative significative sugli elementi faunistici e vegetazionali/ecosistemici che caratterizzano i siti nella loro peculiarità”. 

La regione ha ricordato che, per proseguire con l'iter autorizzativo dell'opera, il Comune può presentare un‘istanza di Valutazione di incidenza ambientale di terzo livello, nella quale si propongono interventi per compensare il danno ambientale. La Regione ha quindi ricordato al Comune che, per proseguire con l'Iter, è possibile presentare un'istanza di Valutazione di incidenza di livello III, in cui si propongono specifici interventi compensativi in termini ambientali, vale a dire, chiarisce Scoccimarro, individuare "aree che abbiano le medesime caratteristiche di habitat ed avifauna ove estendere la tutela di Sito di interesse Comunitario. Ma anche altri interventi che garantiscano degli evidenti miglioramenti della biodiversità".

Insorgono gli esponenti dell'opposizione tra cui la consigliera regionale Giulia Massolino: "abbiamo sentito i componenti delle giunte, regionale e comunale, affermare a mezzo stampa che non ci sarebbe stata un'alterazione ambientale negativa, mentre due settimane fa, anticipando proprio il decreto pubblicato poi ieri, Scoccimarro ha parlato di compensazioni, di fatto ammettendo l'impatto". L'esponente di Patto per l'Autonomia lamenta "poca serietà e coerenza dei nostri rappresentanti", ribadendo che "non ci possono essere compensazioni per Bosco Bovedo: in ecologia un albero non vale l'altro e i sistemi ecologici sono complessi oltre che fragili, difficilmente ricreabili in altri siti".

Per la consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Alessandra Richetti si tratta di una "sonora bocciatura, che rischia di compromettere il finanziamento del Pnrr", poiché "per la Regione, con questa delibera è palese il riferimento ai danni della biodiversità di un sito Natura 2000 protetto così come sostenuto dai comitati ambientali e da gran parte dei cittadini di Trieste". "Di Piazza prenda atto che il progetto va accantonato a favore di altre soluzioni di mobilità - conclude Richetti - quando ripartirà il tram fermo da anni, ad esempio?". 

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