Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Assassinato e bruciato in Risiera, pietra d'inciampo in memoria di padre Placido Cortese

La celebre installazione dell'artista Gunter Demnig è stata posata in piazza del Santo. Catturato dai nazisti a Padova, venne portato a Trieste dove per settimane fu vittima di torture. Il suo corpo gettato nel forno crematorio

«Il collocamento della Pietra d’inciampo dell'artista Gunter Demnig, in ricordo di Padre Placido Cortese, diventa un momento di profonda riflessione rispetto ai valori della democrazia: vanno custoditi con cura, soprattutto in un contesto difficile qual è quello odierno». Arturo Lorenzoni, Portavoce delle opposizioni in Consiglio Regionale, ha partecipato alla cerimonia di posizionamento della stessa Pietra d’inciampo che si è tenuta stamane in piazza del Santo a Padova, all’angolo con via Orto Botanico.

Un esempio

«Ho fortemente voluto e mi sono adoperato da vicesindaco di Padova perché fosse posta la Pietra all’ingresso del complesso della Basilica, alla memoria di Padre Placido Cortese», ha ricordato Lorenzoni. «È stato un insigne esempio di carità e dedizione verso il prossimo, chiunque egli fosse, fino al martirio». 

PADRE PLACIDO CORTESE Pietra d'inciampo 1-2-2

Un aiuto a sfuggire alla cattura nazista: la storia

Padre Placido costruì una rete nel territorio veneto finalizzata ad aiutare le persone ebree a sfuggire alla cattura nazista, in silenzio e totale gratuità. Fino a quando, l’8 ottobre del 1944, uscì dal convento della Basilica del Santo, oggi come allora territorio pontificio (e quindi neutrale), convinto di dover prestare aiuto ad alcune persone indigenti. In realtà, si trattava di un gruppo di nazisti che aveva architettato la sua cattura fin nei minimi dettagli: lo fecero sconfinare con l’inganno, dopodiché lo portarono a Trieste, dove per settimane venne torturato. Nonostante le continue violenze, il religioso non tradì i compagni che, insieme a lui, ebbero il merito di testimoniare i valori dell’amore, della solidarietà, della fraternità e della pace. Per far sparire ogni traccia, il corpo martoriato di Padre Placido fu gettato nel forno crematorio della Risiera di San Sabba.

Un faro per la comunità 

«Siamo chiamati a ricordare la sua figura – ha detto Lorenzoni – soprattutto a beneficio delle giovani generazioni. Fra pochi giorni, il 27 gennaio, ricorrerà la giornata della Memoria. Sebbene siano passati molti anni, noi adulti abbiamo l’obbligo di costruire dei percorsi per non dimenticare ciò che è stato». «Padre Placido Cortese resta un faro per la comunità padovana e per il Veneto. Nel silenzio è stato fedele a chi, come lui, ha fatto del bene verso gli altri la propria ragione di vita. Questa Pietra d’inciampo sia un segno concreto della sua vita interamente spesa a favore degli ultimi e degli emarginati in genere”. “Ogniqualvolta passeremo per questo luogo potremo dedicare un pensiero a Padre Placido e a tutti i Giusti del mondo. Così come alla comunità dei Frati di Sant’Antonio, da secoli preziosa presenza e testimonianza di carità nella nostra città».

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