Sabato, 13 Luglio 2024
La santa messa

"La società stordita e anestetizzata dal cancro del consumismo"

Lo ha detto Papa Francesco che questa mattina, davanti a oltre 8000 fedeli, ha presieduto la santa messa in piazza Unità d'Italia. "Ci serve lo scandalo della fede, una fede radicata nel Dio che si è fatto uomo e, perciò, una fede umana, una fede di carne, che entra nella storia, che accarezza la vita della gente, che risana i cuori spezzati, che diventa lievito di speranza e germe di un mondo nuovo"

TRIESTE - “Anche Gesù fa la stessa esperienza dei profeti. Egli ritorna a Nazaret, la sua patria, in mezzo alla gente con cui è cresciuto, eppure non viene  riconosciuto. Allora chiediamoci: qual è l’ostacolo che impedisce di credere a Gesù?”. Con questa domanda Papa Francesco ha aperto l'omelia pronunciata durante la santa messa, presieduta dal pontefice in piazza Unità d'Italia a Trieste. Il Santo padre ha chiuso così la 50esima edizione della Settimana sociale dei cattolici in Italia, organizzata nel capoluogo giuliano dalla Conferenza episcopale italiana. 

"Lo scandalo è l'umanità di Gesù"

“Ascoltando i discorsi dei suoi compaesani - ha detto il Papa -, vediamo che si fermano solo alla sua storia terrena, alla sua provenienza familiare e, perciò, non riescono a spiegarsi come dal figlio di Giuseppe il falegname, cioè da una persona comune, possa uscire tanta sapienza e perfino la capacità di compiere prodigi. Lo scandalo, allora, è l’umanità di Gesù. L’ostacolo che impedisce a queste persone di riconoscere la presenza di Dio in Gesù è il fatto che Egli è umano, è semplicemente figlio di Giuseppe il carpentiere: come può Dio, l’onnipotente, rivelarsi nella fragilità della carne di un uomo? Come può un Dio onnipotente e forte, che ha creato la terra e ha liberato il suo popolo dalla schiavitù, farsi debole fino a venire nella carne e abbassarsi a lavare i piedi dei discepoli?”. 

"Un Dio che chiede di vincere ogni egoismo"

“Fratelli e sorelle, questo è lo scandalo: una fede fondata su un Dio umano, che si abbassa verso l’umanità, che di essa di prende cura, che si commuove per le nostre ferite, che prende su di sé le nostre stanchezze, che si spezza come pane per noi. Un Dio forte e potente, che sta dalla mia parte e mi soddisfa in tutto è attraente; un Dio debole, che muore sulla croce per amore e chiede anche a me di vincere ogni egoismo e offrire la vita per la salvezza del mondo,è uno scandalo”. 

"Ci serve lo scandalo della fede"

"Mettendoci davanti al Signore Gesù e posando lo sguardo sulle sfide che ci interpellano - ha continuato il pontefice -, sulle tante problematiche sociali e politiche discusse anche in questa Settimana Sociale, sulla vita concreta della nostra gente e sulle sue fatiche, possiamo dire che oggi abbiamo bisogno proprio di questo: lo scandalo della fede. Non di una religiosità chiusa in se stessa, che alza lo sguardo fino al cielo senza preoccuparsi di quanto succede sulla terra e celebra liturgie nel tempio dimenticandosi però della polvere che scorre sulle nostre strade. Ci serve, invece, lo scandalo della fede, una fede radicata nel Dio che si è fatto uomo e, perciò, una fede umana, una fede di carne, che entra nella storia, che accarezza la vita della gente, che risana i cuori spezzati, che diventa lievito di speranza e germe di un mondo nuovo". 

L'incontro con Maria, 111 anni

"È una fede che sveglia le coscienze dal torpore, che mette il dito nelle piaghe della società, che suscita domande sul futuro dell’uomo e della storia; è una fede inquieta, che ci aiuta a vincere la mediocrità e l’accidia del cuore, che diventa una spina nella carne di una società spesso anestetizzata e stordita dal consumismo. Avete pensato voi se il consumismo è entrato nel vostro cuore? L’ansia di avere cose, sprecare soldi, il consumismo è un cancro”. Prima di iniziare la messa il Papa ha incontrato la signora Maria, di 111 anni, residente a Trieste, con cui ha scambiato un breve saluto. Il Pontefice le ha donato un rosario e l’ha benedetta, riferisce un Telegram della Sala Stampa della Santa Sede. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"La società stordita e anestetizzata dal cancro del consumismo"
TriestePrima è in caricamento