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Via Cadorna: parcheggiano l'auto, pagano la sosta, ma ricevono comunque la "multa"

Disavventura costata 15 euro e un'arrabbiatura per un "turista" e un triestino dopo aver parcheggiato l'auto all'interno degli stalli blu di via Cadorna

«Stamattina, come faccio spesso quando torna per qualche ora dalla Germania, dove lavora presso un'istituzione di profilo istituzionale ultraterreno, ho rivisto il mio amico R. Parcheggiamo in via Cadorna, all'altezza del civico n.12. Lui paga il ticket, e mette dietro il parabrezza, in vista. Si va allegri al bar. Torniamo, però, ben in anticipo, per rimpinguare le casse del glorioso Park San Giusto e in percentuale, immagino, del Comune che assegna le licenze per i parcheggi. Siamo intenzionati a sostare ancora un'oretta perchè abbiamo deciso di pranzare assieme. Arriviamo allora in anticipo, e che ti troviamo, lì, sotto il tergicristallo? Una multa scintillante di quindici euro, che occhieggia serafica in barba al nostro scontrino di ticket pagato».

La disavventura viene raccontata dal triestino M.S. e evidenzia un problema di "comunicazione" in cui forse sono incappati molti concittadini o turisti. «Le motivazioni addotte dal documento lasciano infatti sconcertati: "Sostava in zona gialla con titolo di pagamento non esposto": ma il ticket è lì, e l'abbiamo fotografato; poi, sotto, la nota veramente psichedelica: "esposto ticket sbagliato"».

«Cerchiamo di venire a capo della faccenda bizzarrissima - continua M.S. -. Contattiamo il solerte e austroasburgico rosso-pizzato che ha consegnato la sanzione, e lui, occhio ceruleo e liquido, come se un destino avverso gli avesse rubato l'anima, ci spiega: "Avete fatto il biglietto alla colonnina d'altra concessionaria"».

«Svelato l'arcano. Come potete vedere in foto, avremmo dovuto semplicemente attraversare la strada e fare il ticket alla colonnina a due metri da noi. Invece, la stessa era coperta da alcune persone in crocchio - spiega M.S. -. Non l'abbiamo vista, infatti. E allora, ci siamo guardati attorno. Sotto il cartello di divieto di sosta, guardate bene, abbiamo visto un'altra colonnina, a ben quindici metri da noi (15, come gli euro), e lì abbiamo pagato in tranquillità il nostro ticket dopo ben quindici passi da un metro». 

«Scopriamo in quell'attimo, nel dialogo con il signore della società di parcheggi, che quella colonnina è d'altra concessionaria - continua il racconto M.S. -. Scopriamo anche che Esatto ha concessione alla riscossione del pedaggio sino a quindici metri prima, e che Esatto non restituisce i ticket pagati e invece dovuti a Park San Giusto, nè vi è compensazione sul pagato tra le due Società, né comunicazione». 

«In sintesi, dopo agitata conversazione telefonica con impiegata competente del Comune, che si rifuta di cancellare la sanzione, il mio amico paga la multa dopo proteste effervescenti, anche perchè domani mattina riparte prestissimo per la Germania e non ha tempo di inseguire operatori del parcheggio pinco panco. In conclusione, abbiamo imparato che in via Cadorna è compito di chi parcheggia verificare, pur a parità di zona e pedaggio, e a distanza di quindici metri, a chi appartenga una colonnina e a chi appartenga l'altra. Se avete fretta vi fermate e leggete tutti i documenti, e poi scegliete. E zitti. Le due colonnine, per inciso, sono uguali - precisa M.S. -, quindi non contate su marche di riconoscimento o differenze morfologiche». A questo proposito va specificato che le due colonnine presentano delle differenze, cioè hanno in evidenza il "gestore", ma non v'è indicazione su fino a che punto della strada sia la competenza di una o dell'altra, quindi è impossibile per un utente capire se sta pagando il gestore corretto o meno.

«Domani mattina il mio amico torna a Francoforte, dicevo. Commenta: il paese è questo, c'è poco da fare, così è. E Trieste, evidentemente, non fa eccezione. Un caro saluto e occhio alla colonnina - conclude sarcarstico M.S. -. Avantitutta».

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