Parcheggiatori abusivi sulle rive, Polidori: "E' una guerra"

Secondo il vicesindaco ci sarebbe "“un’organizzazione con delle vere e proprie sentinelle che prendono possesso del territorio”. Da gennaio il presidio dei NIS ha fermato sei persone. Nessun caso di minacce, vessazioni o ricatti

Il presidio permanente dei NIS

“E’ una guerra. Vince e vincerà chi mollerà per primo. Loro in questo momento non stanno mollando. Noi andremo avanti fino a quando non si stancheranno loro”. Le parole arrivano dal vicesindaco di Trieste, Paolo Polidori, che questa mattina ha convocato d’urgenza una conferenza stampa sulle rive per affrontare il tema dei parcheggiatori abusivi. Polidori l’ha definita come “un’organizzazione” che ha “delle vere e proprie sentinelle” e “che prendono possesso del territorio”.

Il presidio permanente della Polizia Locale

Dal mese di gennaio di quest’anno il reparto speciale dei NIS della Polizia Locale è presente nell’area dei parcheggi sul fronte mare con un presidio permanente dove ha “intercettato” sei parcheggiatori nell’esercizio abusivo della professione. “Queste persone infatti sono estremamente organizzate a tal punto che, quando si verifica un calo del controllo in zona, arrivano immediatamente”. La decisione di istituire il presidio è giunta, secondo il vicesindaco, anche a fronte di “una marea di segnalazioni che ci arrivano”.

Non ci sono casi di minacce, vessazioni o ricatti

“Noi stiamo lottando per mantenere il controllo del territorio con la legalità, dall’altra parte invece c’è chi lo vuole occupare attraverso l’illegalità. Questo non lo permetteremo mai” ha continuato Polidori. “Donne e anziani” secondo il vicesindaco, si sentirebbero “minacciati, vessati o ricattati, come a dire, se non mi dai l’euro io ti posso far qualcosa alla macchina”. Sempre Polidori però afferma che “non abbiamo casi” riferiti a episodi di tanta gravità.

"Non può non esserci un'organizzazione"

“L’evidenza di questa organizzazione è legata a denunce fatte in Questura, vale a dire, la Polizia è informata di questo?” è stata la nostra domanda alla quale ha fatto seguito la risposta del vicesindaco: “Sì. Dal momento in cui sai che passano di qua e guardano se c’è un presidio o no, non può non esserci un’organizzazione dietro”.

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