Parco del mare, il No delle associazioni ambientaliste: "Progetto insostenibile"

Fermamente contrarie al progetto sei associazioni tra cui Legambiente, Wwf e Adesso Trieste. Non solo questioni etico - ambientali ma anche economiche

Le associazioni triestine Comitato La Lanterna, CamminaTrieste, Triestebella, Legambiente, Wwf, Unaltracittà e Adesso Trieste si schierano con forza contro il progetto del Parco del mare, presentato ufficialmente giorni fa. Nel comunicato congiunto non si parla soltanto di questioni etico - ambientali, ma anche economiche e di effettiva sostenibilità, visti gli alti costi di manutenzione sostenibili solo a fronte di un costante afflusso di turisti, da non dare per scontato vista la crisi economica in corso a causa della pandemia.

"No agli animali in cattività"

La presentazione viene in sostanza definita un "ennesimo spot da campagna elettorale", per giunta "senza contraddittorio come evidentemente piace al Presidente Paoletti", definendo un progetto nato quasi 15 anni fa. Viene poi specificato che proprio durante il festival Esof si è parlato molto di sostenibilità ambientale, il che contrasta con l'idea di costruire "un tipo di museo abbandonato in molte parti del mondo", visto che "grazie alle nuove tecnologie è possibile ora garantire un'interazione con la natura senza costringere essere viventi del mondo animale a vivere in cattività".

"Tempi lunghi"

"Si è taciuto - spiegano le associazioni - sul fatto che il progetto, per essere approvato e avviato, ha necessità di avere a monte uno strumento attuativo, come prescritto dalla Regione approvando la Variante al Piano Regolatore del Porto. Questo significa che i tempi per predisporre i provvedimenti progettuali ed autorizzativi non saranno brevi, posto che dovranno essere valutati attentamente gli impatti ambientali e paesaggistici come le normative in vigore prescrivono".

"Economicamente insostenibile"

Come spiegato nella conferenza stampa di presentazione del progetto, ci saranno 20 milioni di euro di investimenti pubblici su una spesa prevista di 45, e si prevede che il parco sarà sostenibile economicamente solo con un afflusso di 600mila visitatori. Secondo i comitati questo rappresenta un rischio perché  "i flussi turistici sono soggetti a variazioni notevoli in un settore che, non solo causa la pandemia ma soprattutto per la situazione economica, presenta grande discontinuità".

"Preoccupati per l'operato della soprindendenza"

La soprintendenza ha per l'occasione predisposto un Provvedimento di modifica del vincolo sull'area della Lanterna, eliminando così il divieto di edificare nel raggio di 130 metri dal vecchio Faro, motivo per cui le associazioni si definiscono "molto preoccupate dal modo di operare della Soprintendenza, che, caso unico in Italia, elimina un vincolo di inedificabilità in un'area di grande pregio ambientale e paesaggistico, seppur mai fatto rispettare", e le preoccupazioni si riferiscono anche al Porto Vecchio, "dove già si vedono proposte di stravolgimento del paesaggio con la proposta della Ovovia in mezzo ad edifici di grande pregio architettonico e modifica delle prospettive nell'ambito ex portuale e del versante collinare con i cavi, piloni e le cabine che passeranno, bora permettendo, a pochi metri dal Faro della Vittoria".

Dubbi sui parcheggi sotterranei

Dubbi anche in merito all'assetto urbanistico dell'area degradata e alle mancate certezze sul futuro della piscina terapeutica, oltre all'annunciata costruzione, da parte del Sindaco, di parcheggi sotterranei davanti alla Stazione Marittima e sotto l'ex Mercato ortofrutticolo. Secondo le realtà triestine contrari a questo progetto, le precedenti e analoghe proposte "sono rimaste sulla carta" e pongono diversi problemi tenendo conto dei cambiamenti climatici e dell'innalzamento delle maree oltre che ai problemi di stabilità degli edifici circostanti.

"Si supportino le categorie economiche colpite dalla crisi"

In definitiva, secondo le associazioni ambientaliste, "l'impiego delle risorse finanziarie per il Parco del Mare, invece di costruire un ulteriore Acquario (quello esistente è in fase di manutenzione straordinaria), dovrebbero essere impiegate a supporto delle categorie economiche che stanno subendo una crisi devastante che una volta terminata, ci consegnerà una città diversa nel suo assetto di botteghe artigianali, negozi, bar, osterie, tutti servizi di vicinato, probabilmente per sempre chiusi - concludono le associazioni -, modificando profondamente le relazioni e i rapporti sociali nei quartieri compromettendo la qualità della vita di tantissime persone". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Rischio zona rossa, ecco l'ordinanza Fvg: no caffè fuori dai bar e stop ad allenamenti

  • Covid, morire a 45 anni: il pizzaiolo Abbas lascia cinque figli e la moglie

  • Il Friuli Venezia Giulia rischia la zona rossa

  • Covid, Fedriga: “Il Fvg non andrà in zona rossa”

  • Dinner cancelling: come funziona la dieta seguita da Fiorello per dimagrire

  • Caffè, asporto e consumo su suolo pubblico: i chiarimenti sull'ordinanza

Torna su
TriestePrima è in caricamento