Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Una targa per Arnaldo Mussolini a Trieste, la storia del malizioso strafalcione di San Giusto

Più di 20 anni fa li Comune decise di collocare un libro di pietra sul quale iscrisse nomi di caduti "già ricordati con i propri cippi, altri con grafia storpiata ed errori nelle date di nascite o di morte. Un lavoro fatto malissimo" commenta lo storico Roberto Spazzali. Perché ci sarebbe stata della malizia nell'operazione

Non è la prima volta che la politica fa brutte figure utilizzando il nome di Arnaldo Mussolini, fratello del capo del regime fascista. In questi giorni infuria la bufera sul sottosegretario leghista Claudio Durigon, costretto alle dimissioni dal suo partito dopo lo scivolone legato alla proposta di intitolare il parco già dedicato alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino, proprio al fratello del duce. A svelare la sua presenza nel parco della Rimembranza a Trieste, tra una lunga lista di caduti scolpita su un libro di pietra tra via Capitolina e via Caboro è lo storico Roberto Spazzali. 

Perché secondo Spazzali è un lavoro malizioso

Quel cippo, come confermato dalle ricerche e dagli studi compiuti dallo storico triestino, è stato collocato dall'amministrazione comunale più di 20 anni "e non è stata un'operazione troppo felice: quei libri di pietra, infatti, contengono diversi nomi di caduti già ricordati con i propri cippi, altri con grafia storpiata ed errori nelle date di nascite o di morte". E' proprio il caso di Arnando Mussolini la cui data di morte è completamente sbagliata. Invece del 21 dicembre 1931 qualche mano poco incline allo studio rigoroso della storia, inserì il 2 dicembre 1942, spostando il suo decesso ben 11 anni dopo. Uno strafalcione degno delle più disattente amministrazioni che, nonostante i proclami sull'importanza del passato, s'interessano molto di politica e studiano poco la storia della loro città.

"Lavoro fatto malissimo e con tratti di malizia"

"Un lavoro fatto malissimo e senza criterio e probabilmente con un tratto di malizia di chi ha inserito pure l'Arnaldo Mussolini mimetizzandolo con una data di morte fasulla. E nessuno, allora, si era accorto della beffa". Spazzali racconta poi un particolare storico legato al fratello del duce. "Nel 1931, in occasione della sua morte, Mussolini ordinò che in ogni città fosse piantato un albero per ricordare il suo impegno (di Arnaldo) nella più colossale campagna di rimboschimento fatta in Italia ai vertici del Comitato nazionale foreste. Arnaldo Mussolini, prima della Grande guerra, aveva insegnato agraria a San Vito al Tagliamento. In alcune città quegli alberi ancora esistono e pure a Trieste fu piantato uno con alla base un cippo, proprio nel parco della Rimembranza, sull'angolo tra via Capitolina e l'attuale viale Ragazzi del '99, dove oggi c'è la stele con la motivazione della medaglia d'oro al valor militare alla città. Il cippo sparì dopo la caduta del fascismo e l'albero tagliato qualche tempo dopo ma del quale sopravvive la ceppaia".

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