Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Parte il Percorso di Riqualificazione per i 136 della Sertubi. Il no della Fiom

Siglato questa mattina nella sala del Consiglio Provinciale il protocollo d’intesa per favorire la ricollocazione dei cassaintegrati e lavoratori in mobilità della Jindal Sertubi. Firmatari dell’accordo che riguarda 136 lavoratori, oltre alla...

Siglato questa mattina nella sala del Consiglio Provinciale il protocollo d'intesa per favorire la ricollocazione dei cassaintegrati e lavoratori in mobilità della Jindal Sertubi. Firmatari dell'accordo che riguarda 136 lavoratori, oltre alla Provincia di Trieste sono la Confindustria Trieste, la Jindal Saw Italia SpA, le Organizzazioni sindacali (no Fiom), le RSU e le Agenzie per il lavoro Adecco Italia SpA e Adecco formazione, Obbiettivo lavoro SpA, Umana SpA e Manpower. A rappresentare le istituzioni la presidente della provincia Maria Teresa Bassa Poropat e l'assessore Adele Pino che lodano l'iniziativa vedendo questo lavoro di rete come una forma di sperimentazione che può diventare un modello virtuoso indispensabile per questi tempi in cui ci sono sempre più attività in crisi. Il ruolo della Provincia, mediante finanziamenti del Fondo Sociale Europeo erogati dalla Regione, sarà in questo caso quello di svolgere colloqui di orientamento al lavoro e di stipulare un patto di servizio e un piano di azione individuale che prevederà tirocini formativi, work experience e corsi di formazione con l'obbiettivo della ricollocazione.

Ma anche le imprese metteranno a disposizione fondi per la formazione e la riqualificazione professionale dei lavoratori nell'ambito di un progetto che le istituzioni definiscono un "percorso strutturato".

A non trovarsi d'accordo sulla firma è però la FIOM che motiva la sua scelta con la mancata presentazione da parte delle istituzioni e dalla Confindustria di un progetto serio per la riqualificazione dell'area in questione oltre a tutte le altre, troppe, aree industriali dismesse.

La FIOM ci tiene a precisare che si trova d'accordo sul concedere ai lavoratori l'autorizzazione per partecipare alla formazione lavorativa e che vede di buon d'occhio incrocio tra domanda e offerta; ma ricorda come bisognerebbe ridare vigorosamente vitalità all'industria locale e che gli ammortizzatori sociali sono solo un ponte e per di più sono partiti dopo che si sono già attuati diversi licenziamenti.

Un'opposizione quella della FIOM, che vede insomma l'iniziativa positiva al fine di "tappare buchi" ma non sufficiente a promuovere un serio ri-lancio occupazionale in un territorio che si vede in costante de-industrializzazione.

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