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"Contro la pena di morte", il Comune illumina Ponte Curto di magenta

La Giornata Internazionale “Cities for life, Città per la Vita – Città contro la Pena di Morte”, rappresenta la più grande mobilitazione abolizionista di livello mondiale comprendendo oggi circa 2000 città, tra cui più di 78 capitali nei cinque continenti

Lunedì 30 novembre 2015 è prevista la XIV edizione della Giornata Internazionale “Cities for life  Città per la Vita / Città contro la Pena di Morte” , in ricordo della prima abolizione della pena capitale nel Granducato di Toscana nel 1786, iniziativa che consente di valorizzare il ruolo, che nel processo abolizionista, possono giocare le Municipalità attraverso l'organizzazione e la diffusione di programmi educativi e culturali che mantengano viva l'attenzione su questo significativo tema.

La Giornata Internazionale “Cities for life, Città per la Vita – Città contro la Pena di Morte”, rappresenta la più grande mobilitazione abolizionista di livello mondiale comprendendo oggi circa 2000 città, tra cui più di 78 capitali nei cinque continenti, che hanno realizzato eventi di valorizzazione di monumenti o piazze-simbolo o interventi mirati alla sensibilizzazione dei cittadini.

Il Comune di Trieste con  Delibera Giuntale n. 498 del 5 novembre 2015 ha aderito a questa iniziativa, promossa dalla Comunità di Sant'Egidio e sostenuta dall'ANCI.

Dal 27 novembre al 5 dicembre 2015 sarà illuminato in maniera speciale, color magenta, il Passaggio Joyce, comunemente detto Ponte Curto quale “logo vivente” dell'adesione alla campagna contro la pena di morte.

La sezione locale della Comunità di Sant'Egidio organizzerà per le scuole e la cittadinanza, nel periodo dal 3 al 5 dicembre 2015, un ciclo di incontri con mr. Curtis McCarty, condannato in Oklahoma (USA) e poi riconosciuto innocente dopo aver passato in carcere quasi 22 anni, di cui 19 nel braccio della morte, per un crimine mai commesso.

Curtis McCarty in occasione della Giornata mondiale contro la Pena di morte racconterà tutti i passaggi della sua storia atroce, un passato da ragazzo di buona famiglia caduto nella rete della droga e della criminalità. È così che conosce Pamela Willis , che ha una storia simile alla sua: famiglia benestante e vizio della droga. È una storia che finisce male, perché Pamela viene ammazzata nel suo appartamento. E dal preciso momento in cui finisce la vita di Pamela inizia la tragedia di Curtis, accusato di averla uccisa.

Curtis era solo un tossicodipendente, non un omicida: non era stato lui, mai n quel momento “serviva” un colpevole. Ed è così che Curtis fu condannato a morte con una falsificazione delle prove smascherata solo dopo quindici anni, nel 2000.

Dal carcere, però, McCarty è uscito solo nel 2007 grazie all'impegno di “Innocence Project”, un gruppo che utilizza prove basate sul Dna per liberare persone dichiarate colpevoli di delitti che non hanno commesso. È da quel momento che Curtis ha deciso di portare in giro per il mondo la sua storia, perché anche in paesi come l'Italia, dove la pena di morte non c’è, bisogna sapere cosa succede negli Usa e lottare per fare valere i diritti umani.

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