Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Pensioni, sindacati: «Regione intervenga, maggiori tutele e politiche ad hoc»

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

«Sollecitare il Governo a interventi concreti a favore dei pensionati e delle persone anziane, a partire dalla riduzione della pressione fiscale e da misure di ristorno per i trattamenti colpiti dal blocco della perequazione nel biennio 2012-2013». È la richiesta che presenteranno alla Regione i sindacati pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, che lunedì chiederanno un incontro al presidente del Consiglio regionale Franco Iacop per illustrare le propria piattaforma su fisco e pensioni. «Servono segnali concreti – spiegano i segretari Ezio Medeot (Spi), Renato Pizzolitto (Fnp) e Magda Gruarin (Uilp) – nei confronti dei 370.000 pensionati della nostra regione, pari al 30% della popolazione, colpiti da una progressiva perdita del potere di acquisto delle pensioni, dai tagli al welfare e dall’aumento delle imposte locali».

Le rivendicazioni, quindi, non riguardano soltanto gli oltre 100mila pensionati che in Fvg hanno subito il blocco della perequazione, ma tutti i temi al centro del tavolo con il ministro del lavoro Poletti e della manifestazione nazionale in programma il 19 maggio a Roma, in piazza del Popolo, che vedrà una massiccia partecipazione anche dalla nostra regione. Tra gli obiettivi anche un migliore trattamento fiscale sulle pensioni, a partire dalla piena parificazione delle detrazioni con il lavoro dipendente e dal riconoscimento del bonus di 80 euro sugli assegni più bassi, la salvaguardia delle pensioni di reversibilità, la modifica della legge Fornero, in particolare su lavori usuranti e flessibilità nell’uscita, anche per dare ossigeno all’occupazione giovanile, falcidiata dalla crisi e dal mancato turnover sul mercato del lavoro. I sindacati sollecitano inoltre l’approvazione di una legge nazionale sulla non autosufficienza e una netta separazione tra assistenza e previdenza, «per chiarire una volta per tutti quali sono i costi per le pensioni e quelli per gli interventi sociali che devono essere a carico della fiscalità generale».

«Ma la manifestazione del 19 – rimarcano Medeot, Pizzolitto e Gruarin – sarà anche l’occasione per denunciare la politica di costante riduzione dei servizi dell’Inps, sull’onda di una digitalizzazione che esclude milioni di pensionati e che scarica su patronati e Caf, peraltro bersagliati dai tagli del Governo, l’onere di dare risposte ai cittadini». Si tratta di un tema sollevato più volte dai sindacati in regione, che proprio per denunciare i tagli hanno chiesto un incontro ai vertici dell’istituto in Fvg, che si terrà entro questo mese.

«Mentre impiega cospicue risorse sull’operazione buste arancioni – spiegano i tre segretari – l’Inps continua a portare avanti una politica di drastica diminuzione dei servizi erogati ai cittadini, a danno soprattutto dei milioni di anziani che non hanno un computer. Se da un lato comprendiamo che si voglia rispondere all’esigenza di promuovere una maggiore trasparenza e consapevolezza sul fronte previdenziale e contributivo, non possiamo non denunciare la stridente contraddizione tra i tagli agli sportelli e i costi di un’operazione che a larga parte dei suoi destinatari darà informazioni molto aleatorie sull’importo delle proprie future pensioni, troppo distanti nel tempo per consentire proiezioni affidabili».

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