Pericoloso omicida latitante fermato a Fernetti dalla Guardia di Finanza

11.28 - Con il fratello 10 anni fa aveva barbaramente ucciso un connazionale per vendetta

Dall’intensificazione dei controlli del territorio nella provincia di Trieste disposti dalla Guardia di Finanza nel periodo di Ferragosto sono conseguiti risultati di oggettiva rilevanza, a dimostrazione della necessità di rafforzare l’azione di prevenzione soprattutto in certi periodi dell’anno.

Nel tardo pomeriggio della vigilia di ferragosto, nell’ambito dell’attività di pattugliamento delle aree di confine, in esecuzione di un dispositivo a largo raggio coordinato dal Comando Provinciale, un equipaggio della Compagnia di Prosecco ha provveduto a sottoporre a controllo nei pressi del valico di Fernetti un furgone di colore scuro. A bordo del mezzo con targa bulgara proveniente dalla Slovenia, 6 individui di nazionalità rumena. L’atteggiamento assunto da uno di essi è apparso subito sospetto.

Nervosismo, parole sussurrate tra di loro in lingua straniera, hanno immediatamente suggerito di avviare più approfonditi riscontri a mezzo delle banche dati in uso al Corpo. Così è iniziato un esame sul terminale dalle Fiamme Gialle, da cui è emerso che nei confronti uno di loro, tale Panait Valerica, di anni 33, pendeva un ordine di carcerazione per aver commesso un omicidio nel 2004, a Roma.

È quindi scattata l’immediata attivazione della Centrale Operativa del Comando Generale per l’avvio urgente degli ulteriori riscontri con l’Interpol e la Divisione Polizia Anticrimine di Roma. Mentre la pattuglia delle Fiamme Gialle attendeva su strada gli esiti dei collegamenti tra organismi di Polizia, è stata confermata la circostanza che il cittadino rumeno si era reso protagonista di un efferato omicidio di un connazionale (Neagu Nicolae), colpevole di uno sgarro al fratello maggiore Panait Sandel. La vendetta derivava dal fatto che quest’ultimo, a causa di una lite avuta con il Neagu, aveva dovuto scontare un periodo di carcere in Romania. Scontata la pena, con premeditata ferocia, i fratelli avrebbero raggiunto in Italia il connazionale e, dopo una lite consumata all’interno di una baracca fatiscente della periferia romana (zona Appia), lo avrebbero barbaramente ucciso con una serie di colpi alla testa, utilizzando una gamba di un tavolo.

Mentre il fratello maggiore fu arrestato poco dopo, Valerica si era reso latitante ed era ricercato in tutta Europa. Passati 10 anni dal fatto di sangue, ha commesso la leggerezza di fare ingresso nel territorio nazionale, approfittando del periodo ferragostano, forse per trascorrere vacanze in riva al mare ricongiungendosi ad altri connazionali. Al termine degli approfonditi accertamenti finalizzati ad acclarare la sua reale identità, il latitante veniva arrestato dalle Fiamme Gialle e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mediante la sua conduzione presso il carcere triestino.

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