Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca Piazza Unità d'Italia

Petizione contro l'apertura di un supermercato Despar in piazza Unità

«Un simbolo del ’900 europeo e un patrimonio mondiale da proteggere, anche conservandone l’atmosfera austera e solenne che la caratterizza e che è parte del suo valore culturale»

Prosegue la raccolta di firme per la salvaguardia di piazza Unità d'Italia e contro la prossima apertura di un supermercato Despar nel Palazzo Pitteri, nei locali occupati precedentemente dal Caffè Audace e da Sting 4 Continenti. L'iniziativa contraria è stata proposta da un gruppo di cittadini che «desiderano salvare l'atmosfera unica della piazza che nasce istituzionale e non mercato». Il banchetto per la raccolta delle firme sarà allestito domani, sabato 8 settembre, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 in piazza della Borsa e domenica 9 settembre dalle 10 alle 13 sempre in piazza della Borsa.

"Atmosfera austera e solenne"

I promotori della raccolta ritengono che «Piazza Unità d’Italia (già Piazza Grande) sia uno dei luoghi di maggiore rappresentatività e pregio architettonico e artistico della città, una delle più caratteristiche piazze d’Europa, creazione congiunta dell’uomo e della natura. Teatro di eventi storici di portata internazionale, inserita in un complesso architettonico armonico e omogeneo, la Piazza è un importante simbolo del ’900 europeo e un patrimonio mondiale da proteggere e preservare, non solo tutelandone il costruito ma anche conservandone l’atmosfera austera e solenne che la caratterizza e che è parte integrante del suo valore culturale».

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L'appello

L'appello è quello di «non svilire una tale bellezza, depauperandola di fascino e anima, continuando ad aprire in quella sede attività commerciali, peraltro già abbondantemente presenti sul territorio, e vedono quindi con preoccupazione l’eventualità di una prossima apertura di un supermercato affacciato direttamente sulla Piazza». Con questa raccolta firme si chiede quindi alla Giunta comunali di «fare propria una politica tesa ad assegnare a tale patrimonio una funzione nella vita collettiva e adottare, anche d’intesa con la Regione FVG e la Sovrintendenza, delibere volte a integrarne la protezione in programmi di pianificazione che ne possano garantire, come da obiettivo fondamentale dello Statuto del Comune di Trieste, la valorizzazione, vietando o subordinando ad autorizzazione l’esercizio di alcune attività commerciali come minimarket, sale giochi, rivendita chincaglierie, pizza al taglio e cibo da strada in generale, e favorire lo sviluppo di attività culturali o alternative rivolte alla collettività e all’aggregazione più in sintonia con l’aspetto storico, etnologico ed estetico della Piazza».

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