Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Petrarca, la protesta coinvolge anche le altre scuole: “Stanno cadendo a pezzi”

Dopo l’episodio degli intonaci caduti, a segnalare una situazione non felice anche studenti di altri istituti superiori quali Nordio, Galilei, Oberdan, Dante e scuole slovene

“Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”, questo uno degli slogan gridati questa mattina dagli oltre 500 studenti in protesta contro le condizioni fatiscenti della succursale del Liceo Petrarca. La città è stata in effetti bloccata in un percorso da largo Sonnino sotto all’edificio, evacuato dalla scorsa settimana, fino ad arrivare in piazza Oberdan passando da largo Barriera, e infine sulle rive e in piazza Unità.

A segnalare una situazione non felice anche in altre scuole, anche studenti di altri istituti superiori quali Nordio, Galilei, Oberdan, Dante e scuole slovene.

La protesta si è fermata per un breve sit in in piazza Oberdan, davanti alla Regione, alla quale sono stati rivolti degli interventi: “Avete stanziato 29 milioni per l’edilizia scolastica dei Comuni del Fvg: il nostro Comune ha fatto richiesta? Se sì, dove sono andati quei soldi? Perché dobbiamo avere grate davanti alle finestre e soffitti che cadono se i soldi ci sono?. Noi oggi abbiamo rinunciato al nostro diritto di studiare per il nostro diritto alla sicurezza. Pretendiamo 29 milioni di scuse” Così uno studente al megafono.

È stata occasione, per le altre scuole intervenute, di portare all’attenzione diversi problemi in vari edifici scolastici. Così una studentessa del Nordio: “Ci hanno raccontato che la scuola è gratuita, ma oltre a sborsare centinaia di euro l’anno per i libri dobbiamo pagare una quota annuale per i materiali. Che poi non ci sono. Abbiamo perfino un’aula che è un bagno riadattato, si sentono gli sciacquoni. È inaccettabile”.

Negli interventi sì è fatto riferimento a “governi che sanno di essere precari e guardano solo al breve termine”, e a “un paese che tratta la scuola come un rito di passaggio e non come il momento della formazione dell’individuo”. 

“Se non ci accorgevamo che il soffitto andava su e giù – ha raccontato uno studente del Petrarca – e non avvertivamo gli insegnanti, non ci avrebbero fatto evacuare in tempo e gli intonaci ci sarebbero caduti in testa. È successo in più classi”. Molte anche le criticità lamentate nei diversi istituti ed emerse dalle testimonianze degli studenti nel sit in finale di piazza Unità: al Nordio (“Piove dentro, ci sono scarafaggi”), nella succursale del Galilei in via Battisti, all’Oberdan e in diverse scuole slovene. 

Una delegazione di studenti insieme alla dirigente scolastica, dopo la manifestazione, ha effettuato un sopralluogo nella sede dell’ateneo di Via Tigor, che tra dieci giorni potrebbe diventare la sede sostitutiva della succursale, in attesa della risistemazione dell’edificio in largo Sonnino.

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