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Piano emergenza regionale, Telesca: «Nessun taglio ai servizi, garantisce equità e solidarietà»

Così l'assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia Maria Sandra Telesca ha sintetizzato il nuovo Piano dell'emergenza/urgenza intervenendo nella riunione della III Commissione consiliare, che ha avviato il confronto sul documento in Consiglio regionale

«Un sistema unico, concepito in una visione regionale, basato sui principi di equità e solidarietà». Così l'assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia Maria Sandra Telesca ha sintetizzato il nuovo Piano dell'emergenza/urgenza intervenendo nella riunione della III Commissione consiliare, che ha avviato il confronto sul documento in Consiglio regionale.

L'assessore era affiancata dal direttore centrale Salute della Regione Adriano Marcolongo che ha illustrato nel dettaglio gli aspetti principali del Piano dal punto di vista tecnico.

«A più di vent'anni di distanza dal precedente Piano - ha detto l'assessore a margine dell'audizione - abbiamo messo mano e rivisto tutto il sistema, che aveva bisogno di una sostanziale manutenzione, con l'apporto di tutti i professionisti riconosciuti dell'emergenza compresi neurologi e cardiologi, perché emergenza significa affrontare quelle patologie tempo-dipendenti in cui l'efficacia delle risposta può fare la differenza tra la vita e la morte o la disabilità».Telesca Maria Laura

«Non abbiamo preparato il Piano per risparmiare, non ci sono tagli, perché anzi - ha precisato Telesca- sull'emergenza/urgenza metteremo più risorse, che devono garantire a tutti i territori regionali le stesse condizioni. Il sistema attuale funzionava abbastanza bene, ma presentava situazioni critiche, soprattutto in alcune aree del Friuli Venezia Giulia, come la montagna friulana e la pedemontana pordenonese, a cui dedichiamo adesso un'attenzione particolare».


«Voglio sottolineare - ha concluso l'assessore - che questo è un Piano territoriale, non riguarda solo gli ospedali. Il nostro obiettivo è fornire a tutti i cittadini lo stesso trattamento, ovunque si trovino al momento dell'emergenza, attraverso una ridistribuzione delle risorse e una gestione centralizzata. Il nuovo sistema è strettamente collegato all'istituzione della centrale unica regionale del 118, perché più centrali producevano inevitabilmente una frammentazione organizzativa che non era garanzia di equità per i cittadini».

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