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Flc-Cgil boccia il piano di riapertura delle scuole: "No alle deleghe in bianco ai singoli istituti"

Il sindacato: "Per garantire un’educazione uguale per tutti in condizioni di sicurezza sanitaria questo Governo deve capire che è necessario investire del denaro, poiché sul tavolo vi è la preparazione culturale di una generazione.

Flc - Cgil boccia la bozza del piano riapertura delle scuole (2020-21) presentato questa mattina dal Ministero. "Dopo mesi di chiusura per Coronavirus, ciò che nella bozza viene prospettato oggi alla cittadinanza con il roboante titolo di “Valorizzazione delle forme di flessibilità derivanti dall’Autonomia scolastica”, è in sostanza una sorta di delega in bianco ai singoli Istituti e al personale che ci lavora, in merito a come e con quali strumenti gestire la sicurezza sanitaria degli studenti e delle studentesse nel corso del prossimo anno scolastico. Si scarica sulle spalle dei Docenti, degli ATA e dei Dirigenti tutta la responsabilità di queste scelte difficili" scrive il sindacato in una nota.

Una scelta che porterà all'affermarsi di centinaia di percorsi diversi e frammentati fra di loro che "non gioveranno a restituire agli studenti e alle loro famiglie la certezza di essere tutelati in uno dei diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione, quello di un’educazione uguale per tutti".  Secondo il sindacato tale decisione infatti porterà ad allargare ancora di più la forbice sociale, sulla quale peseranno ulteriormente le condizioni economiche locali. "Le scuole dotate di maggiori mezzi garantiti dal territorio o con situazioni logistiche più fortunate - si legge ancora nella nota - , offriranno infatti un servizio migliore sul piano della sicurezza sanitaria e della didattica rispetto a scuole situate nelle aree più depresse del paese. Si verrà così meno in molte regioni d’Italia, per scarsità di mezzi tecnologici e degrado degli edifici, a quel ruolo fondamentale di educazione e di presidio di cittadinanza, che per decenni hanno visto la scuola italiana attiva ovunque nel paese, grazie anche all’impegno quotidiano di tanti uomini e donne che lavorano nel settore, a tutti i livelli".

"Per garantire un’educazione uguale per tutti in condizioni di sicurezza sanitaria - conclude la nota - questo Governo deve capire che è necessario investire del denaro, poiché sul tavolo vi è la preparazione culturale di una generazione. Ci sono decine di miliardi disponibili, dai fondi strutturali senza vincoli già da ora, alle risorse del Recovery fund a quelle del Mes, ma si è deciso di utilizzarli per tutto tranne che facendo investimenti nella filiera dell’educazione. Come sindacati della Scuola rivendichiamo 17 miliardi, per recuperare i tagli di questi anni, oltre che per investire in una scuola di qualità per tutte e tutti. Il 25 giugno il movimento ”Priorità alla Scuola” formato da lavoratori della scuola e genitori manifesta in 60 piazze in tutta Italia, chiedendo proprio questo: ascoltiamoli e non accontentiamoci del solito “armiamoci e partite”. I nostri ragazzi si meritano molto di più".

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