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Cosolini sul nuovo Piano Regolatore: "Vogliamo Progettarlo per una Citta' da 240.000 Abitanti"

Riduzione del consumo del suolo, conservazione e riconfigurazione dell'esistente, valorizzazione del paesaggio urbano e periurbano.Sono queste le tre linee principali relative al nuovo piano regolatore (non sono acora elaborate le direttive...

Riduzione del consumo del suolo, conservazione e riconfigurazione dell'esistente, valorizzazione del paesaggio urbano e periurbano.
Sono queste le tre linee principali relative al nuovo piano regolatore (non sono acora elaborate le direttive ufficiali, previste per dopo ferragosto), illustrate dall'assessore Marchigiani (edilizia e lavori pubblici) nell'incontro di ieri, in un'affollato auditorium del Revoltella ( circa 300 persone su 140 posti a sedere).
La parola d'ordine per la realizzazione del nuovo piano regolatore è "qualità urbana" e le direttive saranno orientate perciò a creare una città competitiva mantenendo in equilibrio gli interessi pubblici, privati e della comunità.

Il Sindaco Cosolini ha posto l'accento sul fatto che la forza di un progetto di sviluppo di Trieste passa attraverso la condivisione nell'elaborazione del piano fin dalle direttive e le conseguenti salvaguardie, nella condivisione perciò con tutti i portatori di interessi, attraverso dei "tavoli di lavoro" e dei "laboratori territoriali" con, cittadini,associazioni,costruttori,comitati ecc...
Ma come vuole crescere Trieste ?

Cosolini ha sottolineato il fatto che lo sviluppo passa attraverso il mare, materia prima della nostra città e poi cultura e conoscenza.
Costruire un piano che tenga conto al suo interno anche degli altri piani di sviluppo della città, come quello del traffico, delle opere pubbliche, dei parcheggi, dei tempi della città e delle zonizzazioni.
Studiare al meglio l'accesso ai finanziamenti europei troppo spesso accantonati dalla precedente amministrazione e oramai unica vera fonte economica per opere strutturali come il prgc.

Intervento anche dell'assessore Fabio Omero (sviluppo economico, fondi comunitari) che ha sottolineato come il nuovo piano dovrà contenere l'idea di uno sviluppo strategico della città attraverso la sostenibilità e la coesione sociale superando la contrapposizione tra lavoro e ambiente o tra sviluppo enonomico e qualità della vita.
Quando si parla di territorio, ha continuato Omero, si deve pensare anche ai comuni limitrofi ed anche agli stati limitrofi, bisogna concepire perciò un piano multiculturale e internazionale.
un piano che sia integrato con le grandi arterie stradali, ma anche con l'aeroporto, il porto.
Un piano da condividere anche con Autorità Portuale, Ezit, Area di Ricerca ecc...

L'assessore Marchigiani ha spiegato come le direttive non siano una bozza del piano ma contengano al suo interno il progetto per la città e bisogna lavorare su molti fronti: gli spazi, le risorse economiche, il rapporto tra interessi collettivi e privati.
Puntare sulla qualità significa puntare sull'attrattività di una città verso gli investitori esterni, sulla competitività di una città al fine di creare nuovi posti di lavoro.
Per riduzione del consumo del suolo, ha approfondito la Marchigiani, si intende usare aree già urbanizzate e infrastrutturate piuttosto che crearne di nuove.
Recupero delle aree fatiscenti e dimesse a cominciare proprio dalle proprietà comunali.
Dedicare forte attenzione nel rileggere in chiave moderna il concetto di borgo con le sue specificità ed i suoi servizi ( scuole, aree verdi, spazi sportivi e culturali) valorizzandoli senza metterli in competizione tra loro.
A questo punto appuntamento dopo ferragosto in sede di giunta comunale.

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