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La protesta

"Non sono carico residuale, fateli sbarcare", Mediterranea contro Piantedosi

Il triestino Alessandro Metz, assieme ad una ventina di attivisti ha consegnato una lunga lettera all'Usmaf di molo fratelli Bandiera. "A voi medici chiediamo di prendere posizione". Presente anche il consigliere comunale di Adesso Trieste Kevin Nicolini: "La solita logica di fare i forti con i deboli"

TRIESTE - "Fateli sbarcare. Sono persone, non un carico residuale come vorrebbe il governo". Con queste parole una ventina di attivisti, capitanati dal leader di Mediterranea Saving Humans, il triestino Alessandro Metz, hanno manifestato questa mattina davanti alla sede dell'Usmaf di Trieste, la cosiddetta Sanità Marittima situata in molo fratelli Bandiera. Al centro dell'iniziativa la politica dell'esecutivo Meloni in tema di immigrazione e, in particolar modo, la stretta sull'accoglienza messa in atto dal ministro degli Interni Matteo Piantedosi sugli sbarchi.

"Devono essere trattate da persone"

In questi giorni infuria la polemica per le parole del numero uno del Viminale che, sui migranti ospitati a bordo della Humanity 1 aveva detto che il governo italiano farà sbarcare "solo donne e bambini". Nel mirino dell'iniziativa andata in scena questa mattina nel capoluogo regionale anche il comportamento e le parole del dottore Claudio Pulvirenti, direttore in Sicilia dell'Usmaf, che aveva detto "io sono un medico dello Stato e devo ottemperare alle direttive dello Stato". "Sono persone - ha ribattuto Metz - e come tali devono essere trattate. Il governo italiano si permette di scegliere chi salvare e chi no, una valutazione su chi merita di rientrare nella lista e chi no. Insomma, assistiamo ad una sorta di graduatoria della sfiga". Assieme ai militanti presenti davanti all'edificio Metz ha fatto consegnare ai medici della Sanità Marittima triestina una lunga lettera, chiedendo loro di prendere posizione sulla faccenda siciliana.

Come a Norimberga: "Solo eseguito degli ordini"

"A voi medici chiediamo come si a possibile sulla base di una semplice e rapida visita discriminare i vulnerabili dai non vulnerabili. Una pur sommaria anamnesi riconosce in questi casi che la permanenza per mesi o anni nei lager libici, come pure la traversata del canale di Sicilia, determina uno stato psicofisico di vulnerabilità importante. In quanto medici (ed in riferimento alle parole del dottor Pulvirenti ndr) vi chiediamo di prendere posizione in adesione ai principi deontologici della professione medica. A voi quindi la decisione - hanno concluso- di non ritrovarvi in una eventuale nuova Norimberga a dovervi difendere di aver solo eseguito degli ordini. Vi chiediamo di essere medici, di mantenere la dignità della vostra professione e di dichiararvi indisponibili a queste procedure umilianti". Alla manifestazione era presente anche il consigliere comunale di Adesso Trieste, Kevin Nicolini. "Il governo usa la solita logica del fare i forti con i deboli, quando in realtà un governo serio dovrebbe accogliere ed integrare le persone attraverso un welfare forte. Non si sta parlando di numeri ma di persone". 

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