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Il Comune "tira dritto" su piazza sant'Antonio: no al progetto londinese

L'amministrazione comunale prosegue nella direzione indicata dai triestini attraverso la piattaforma partecipativa. Inizio dei lavori di pavimentazione delle vie circostanti già quest'estate. Critico il Pd: "Tanti soldi spesi per un lavoro che potevano fare gli uffici"

La riqualificazione di piazza Sant'Antonio sarà di tipo conservativo e seguirà le risposte date dai triestini sulla piattaforma partecipativa. La conferma della direzione intrapresa dalla Giunta Dipiazza sul recupero di una delle aree del centro storico più amate dai residenti è giunta questa mattina all'interno dei lavori della III e IV Commissione consiliare, rispettivamente presiedute da Massimo Codarin e Michele Babuder.   

Le parole della Lodi

La volontà dell'amministrazione comunale è quindi quella di procedere sulla falsariga delle proposte votate dalla cittadinanza. Spazio quindi all'acqua, agli antichi masegni e al verde pubblico. "Già quest'estate - ha affermato l'assessore ai Lavori Pubblici Elisa Lodi - inizieremo i lavori di manutenzione di via Paganini e via Ponchielli con la sistemazione del masegno su modello di quelli posizionati sulle sponde di Ponterosso. La riqualificazione poi avverrà in un secondo momento". 

Le diverse fasi 

Lo studio per una ipotetica progettazione della nuova piazza era stato inizialmente affidato all'architetto Bradaschia. Le quattro proposte, anche in virtù dei risultati della piattaforma partecipativa, erano state sorpassate proprio dalle richieste dei triestini e, di fatto, accantonate. Negli ultimi giorni infine, la "scoperta" del progetto firmato dall'architetto triestino residente a Londra Matteo Cainer che aveva fatto il classico giro del web, scatenando la curiosità anche di molti consiglieri comunali e della stessa Lodi. 

No a Sant'Antonio musicale

"Nonostante il progetto sia apprezzabile - ha commentato l'assessore - dal punto di vista economico ha costi certamente più elevati di quanto possiamo spendere e, sulla base delle criticità collegate alla pendenza della vasca, della formazione del ghiaccio in inverno e delle immondizie che verrebbero trascinate al suo interno dalla Bora, l'amministrazione comunale procederà con una ristrutturazione di tipo conservativo".

La critica del Partito democratico

La Lodi ha sottolineato il fatto che "è stata la stessa cittadinanza a chiderci di conservarla così com'è e quindi non mi sembra opportuno andare verso un progetto visto su Facebook". Per quanto riguarda la riqualificazione della piazza e i progetti visti fino ad oggi si è espresso anche il Partito democratico. "Il Comune ha speso soldi per un concorso che aveva un vincitore, soldi per fare invece un affidamento diretto a Bradaschia, soldi per la piattaforma partecipativa e alla fine il risultato qual è? Si chiede di riqualificare la piazza così com'è adesso, cosa che avrebbero potuto fare tranquillamente gli uffici senza ricorrere ad esterni" ha affermato Giovanni Barbo.

Il tallero di Maria Teresa

"Oltre alla mancanza di dinamismo e slancio verso il futuro, anche un uso inefficiente delle risorse pubbliche". Sugli altri progetti presenti nell'area del canale, le Commissioni hanno infine affrontato il tema del posizionamento del monumento a Maria Teresa. Sul tallero gigante dovranno infatti esprimersi la Conferenza dei Servizi, con Comune e Soprintendenza, e dare un responso. La posizione al centro della piazza Ponterosso potrebbe infatti essere spostata, più verso lo stesso canale. 

"I masegni? Hanno rotto le palle"

In ultimo il consigliere Bruno Marini ha puntato il dito contro "i masegni provocando l'ilarità silenziosa dell'aula. "Si sa che stanno sulle palle a tutti - ha detto il forzista democristiano - sono superati e si usavano 250 anni fa. Provocano deambulanzione agli anzioni e le mamme con le carrozzine fanno fatica. Tutta 'sta mania dei masegni mi lascia veramente perplesso". 

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