Lunedì, 15 Luglio 2024
Il caso / Barriera Nuova - Città Nuova / Foro Ulpiano

Picchia la madre per farsi dare soldi: l’imputato patteggia un anno e quattro mesi

I fatti risalgono all’autunno del 2021: l’uomo aveva chiesto alla madre del denaro e, al rifiuto della donna, aveva dato in escandescenze, prima lanciando oggetti, poi sferrandole calci e pugni

Patteggia un anno e quattro mesi, con pena sospesa, l’uomo che aveva picchiato la madre per avere dei soldi e aveva minacciato la sorella danneggiandole il portone di casa. Per lui il giudice Manila Salvà ha disposto anche una multa di 260 euro. La sospensione condizionale della pena è stata applicata perché l’unico precedente riportato finora dall’uomo era stato punito con la sola multa. L’uomo è stato difeso dall’avvocato Achille D’Alessandro.

I fatti

I fatti risalgono all’autunno del 2021 ma, stando a quanto si apprende, alcuni episodi simili e di minor gravità si sarebbero verificati anche prima. L’uomo, che sarebbe seguito dai servizi sanitari per dipendenze da gioco, alcol e stupefacenti, aveva chiesto alla madre dei soldi e, al rifiuto della donna, aveva dato in escandescenze, prima lanciando oggetti, poi sferrandole calci e pugni. Infine l’avrebbe lasciata sul pianerottolo di casa, barricandosi all’interno dell’appartamento. In quell’occasione erano intervenuti i Carabinieri ed era scattata d’ufficio la denuncia. In seguito alle indagini, condotte dal Pm Lucia Baldovin, sono stati contestati i reati di tentata estorsione con lesioni nei confronti della madre e il danneggiamento del portone dell’abitazione della sorella.

Così l’avvocato d’Alessandro: "Sebbene non si sia configurata l'estorsione, poiché solo tentata, e nonostante la madre del prevenuto non avesse sporto denuncia, le contestazioni per come raccolte nel capo di imputazione si sono tutte sostanziate come procedibili d'ufficio - anche alla luce della riforma Cartabia -, per cui la pena, di concerto con Pubblico Ministero e Giudice per l'Udienza Preliminare, è stata contenuta il più possibile anche in considerazione dell'opportunità per il ragazzo di reinserirsi al meglio nel tessuto sociale e nel mondo del lavoro".

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