Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca Barriera Nuova - Città Nuova / Piazza Sant'Antonio Nuovo

Come due nuvole nel cielo, l'ultimo saluto di Trieste a Pierluigi e Matteo

Questa mattina le vie del borgo Teresiano sono state attraversate dal corteo funebre che ha portato i feretri dei due agenti all'interno della chiesa di sant'Antonio Nuovo dove sono state celebrate le esequie solenni. Cronaca di una giornata di lutto collettivo

Il cielo sopra la chiesa di sant’Antonio questa mattina è stato attraversato da due nuvole bianche, come se ad osservare il rito collettivo dei loro funerali ci fossero stati davvero Pierluigi Rotta e Matteo Demenego. Pochi le hanno notate, in quel loro volo fulmineo e inafferrabile. “Vanno, vengono, si mettono lì tra noi e il cielo” scriveva Fabrizio de Andrè in un pezzo dedicato proprio alle nuvole, un testo per certi versi teatrale di parecchi anni fa.

Prima di venire sistemati sul sagrato della chiesa dove l’arcivescovo monsignor Giampaolo Crepaldi ha celebrato le esequie solenni, i feretri dei due giovani agenti di Polizia uccisi lo scorso 4 ottobre hanno attraversato le vie del borgo Teresiano, in un corteo funebre che ha visto la partecipazione di migliaia di persone.

“Trieste ha risposto con vicinanza e noi siamo vicini alle famiglie dei due agenti” hanno commentato le cariche dello Stato presenti questa mattina nel capoluogo regionale. Vero, l’affetto che Trieste ha dimostrato è stato sincero, autentico e la reazione all’omicidio si è palesata immediatamente poche ore dopo la tragedia. La fiaccolata del giorno dopo ha rappresentato una delle liturgie collettive più impressionanti che la città abbia vissuto negli ultimi 50 anni.  

Insomma, i 12 giorni passati dalla tragedia sono confluiti nella ritualità di una funzione religiosa, e per certi versi spirituale. Migliaia sono stati i triestini che hanno voluto testimoniare con la loro presenza, stretti nell’abbraccio simbolico dei colleghi di quella Squadra Volante che da quel 4 ottobre non sarà più la stessa. Nel pomeriggio, Lorenzo Tamaro del Sap ha pubblicato un post su Facebook dove ha proposto, utilizzando una prassi consolidata negli sport di squadra come il calcio e il basket, di ritirare la Volante 2, quella sulla quale salivano a bordo Rotta e Demenego.

All’interno della chiesa ci sono stati alcuni momenti particolarmente intensi. Il discorso del Questore Giuseppe Petronzi è stato interrotto dalle sue lacrime, seguite da un lunghissimo applauso delle persone intervenute all’interno del tempio cattolico e dalle moltissime stipate nella piazza antistante. L’applauso di una città intera ha tentato di esorcizzare l’incubo di quel maledetto pomeriggio d’autunno.

I feretri con i corpi di Rotta e Demenego sono stati portati a spalla dai loro colleghi, e avvolti nella bandiera tricolore simbolo di uno Stato che spesso si ricorda in ritardo dei suoi figli migliori, quelli che ogni giorno tentano, con i mezzi che hanno a disposizione, di rendere più sicure le vite della gente comune. “Oggi è il momento del dolore” ha detto il Ministro degli Interni Luciana Lamorgese. Sì, lo è, ma è altrettanto reale il bisogno di giustizia che la comunità e le famiglie meritano.  

Da domani infatti riprenderà l’attività della Procura, l’istituzione che dovrà far luce sull’omicidio dei due agenti di Polizia e mettere in moto la macchina della magistratura, anche se la legge non restituirà Matteo e Pierluigi alle famiglie, questo no. Trieste ha vissuto uno dei momenti più difficili della sua recente storia e questo i cittadini l’hanno capito bene, dimostrando un’unità difficilmente replicabile. Oggi, dopo i funerali solenni, in molti chiederanno che alle tante parole seguano “i fatti”. Forse, e per una volta, potremmo accontentarci del pensiero di quelle due nuvole sopra sant’Antonio, lì ferme “tra noi e il cielo”.

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